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sabato 1 giugno 2013

Aldo Mondino - Ottomané


Venezia - dal primo giugno al 31 luglio 2013
Aldo Mondino - Ottomané

BERENGO COLLECTION GALLERY
San Marco 412/413 (30124)
+39 0412410763 , +39 0412419456 (fax)
berengocollection@yahoo.it
www.berengo.com


Durante la kermesse d’arte più importante al mondo, Venezia punta due riflettori sul multiforme lavoro di Aldo Mondino che -in concomitanza della 55. Biennale Internazionale d’Arte- è presente con la personale Ottomané, nella suggestiva antica farmacia sede della Berengo Collection, e con la collettiva Glasstress, presso Palazzo Cavalli-Franchetti, la Scuola Grande Confraternita di San Teodoro e il Berengo Centre for Contemporary Art and Glass
orario: tutti i giorni, h. 10 – 23
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 1 giugno 2013. ORE 18
ufficio stampa: NORA COMUNICAZIONE
curatori: Valerio Dehò
autori: Aldo Mondino
note: anteprima stampa venerdì 31 maggio, ore 12
genere: arte contemporanea, personale

comunicato stampa 
Durante la kermesse d’arte più importante al mondo, Venezia punta due riflettori sul multiforme lavoro di Aldo Mondino che -in concomitanza della 55. Biennale Internazionale d’Arte- è presente con la personale Ottomané, nella suggestiva antica farmacia sede della Berengo Collection, e con la collettiva Glasstress, presso Palazzo Cavalli-Franchetti, la Scuola Grande Confraternita di San Teodoro e il Berengo Centre for Contemporary Art and Glass.

La presenza di Aldo Mondino a Venezia in occasione della Biennale d’Arte appare quasi naturale non solo per il contributo che l’artista torinese ha dato all’arte contemporanea italiana e internazionale, ma anche perché uno dei suoi temi preferiti è stato il confronto con l’Oriente di cui Venezia è sempre stata anello di congiunzione privilegiato.
Tutto il lavoro di Mondino è intessuto di rapporti con le culture dell’Est del mondo, ma anche con l’Orientalismo europeo di fine Ottocento. Nella splendida cornice della “Vecchia farmacia” della Berengo Collection -in cui sono stati sapientemente mantenuti gli arredi d’epoca in legno intarsiato, a due passi da Piazza San Marco- Ottomané, a cura di Valerio Dehó, presenta dal 2 giugno al 31 luglio una ventina di opere che illustrano questo aspetto del lavoro dell’artista torinese.

È nota la predilezione di Aldo Mondino per il meraviglioso, per un’arte sensuale e colta, sempre sorprendente e piena di coups de théâtre. Tale fascinazione per la raffinatezza viene raccontata in mostra sia dai suoi gioielli – capolavori dell’oreficeria realizzati a Valenza da suoi progetti e con la sua supervisione – sia dal lavoro Jongleur, sintesi perfetta tra il vetro di Murano e il bronzo, realizzato da Berengo Fine Art, che ricorda l’Oriente per la perfezione tecnica e il gioco dei rapporti tra i materiali.
Vi sono tracce e profumi d’Oriente nei suoi tappeti dipinti o realizzati con granaglie, semi, caffè; così come in Dumauntai, scultura in ceramica che ritrae una coppia di gemelle siamesi il cui titolo in piemontese vuol dire “diamoci un taglio”: un’ironia, certamente non politically correct, per definire i due ieratici volti femminili dai tratti orientali e dall’acconciatura in perfetto stile thai.

La mostra veneziana diventa inoltre occasione di confronto tra l’artista torinese e uno dei suoi punti di riferimento nella storia dell’arte: Edouard Manet, protagonista negli stessi giorni di una grande mostra a Palazzo Ducale. Mondino ha ripreso diverse opere di Manet, come Le philosophe, e anche suoi personaggi e temi come nell’opera geniale dal titolo Ottomané (1992) in cui in otto quadri, un vaso di fiori dell’artista francese viene da lui interpretato. L’occasione della personale di Mondino durante la Biennale diventa così motivo per confronti e rimandi tra arte moderna e contemporanea assolutamente straordinari.

Aldo Mondino ha ripreso lo spirito orientale della ricercatezza delle forme e della materia, la sensualità delle linee e del colore, il gioco del movimento con le sue famose “turcate”, in cui accanto alla gestualità della pittura che accompagna la danza dei dervisci spesso sovrapponeva elementi decorativi.
S’incontra qui un’altra caratteristica importante della sua opera: l’aver elevato ad Arte la decorazione, il mosaico, la ceramica, il vetro. Già nella celebre serie degli Iznik non solo veniva ricordata la città bizantina e poi turca di Nicea, sede di due concili importantissimi, ma venivano rappresentate anche le celebri maioliche ottomane.

È in questo ambito concettuale che s’inscrive la partecipazione di Mondino alla collettiva Glasstress evento collaterale della Biennale giunto alla sua terza edizione. Intento della mostra è quello di rivelare come gli artisti contemporanei usino il vetro quale mezzo espressivo d’eccezione. Per molto tempo, soprattutto a Venezia e Murano, il vetro è stato associato alla mera decorazione, ed è stato sottovalutato il suo utilizzo per la realizzazione di opere di grandi artisti.

A Glasstress, Mondino è presente con la scultura Angurie senza fine, una colta e, come sempre, ironica citazione della celebre "Colonna senza fine" di Bracusi, realizzata a Murano nel 2003.

Accanto a lui, tra gli altri: Ron Arad, Cai Guo-Qiang, Mona Hatoum, Joseph Kosuth, Mimmo Paladino, Tony Oursler, Joana Vasconcelos, Zhan Wang.


Schede delle mostre
PERSONALE
Titolo Ottomané
A cura di Valerio Dehó
Sede Berengo Collection | San Marco 412/413, Venezia
Date 2 giugno – 31 luglio 2013
Anteprima stampa venerdì 31 maggio, ore 12
Inaugura sabato 1 giugno, ore 18
Orari tutti i giorni, h. 10 – 23
Ingresso libero

COLLETTIVA
Titolo Glasstress. White Light / White Heat
A cura di Adriano Berengo, James Putnam
Sedi Palazzo Cavalli-Franchetti | S. Marco, 2847, Venezia Scuola Grande Confraternita di San Teodoro | San Marco, 4810, Venezia Berengo Centre for Contemporary Art and Glass | Campiello della Pescheria Murano, Venezia

Date 1 giugno – 24 novembre 2013
Inaugura venerdì 31 maggio, ore 18.30 Palazzo Cavalli – Franchetti, Venezia, ore 21 Berengo Centre, Murano (su invito)
Orari tutti i giorni, h. 10 – 18
Ingresso unico per le tre sedi: intero euro 10 – ridotto euro 8 per gruppi, over 65 e bambini
Catalogo con testi di Adriano Berengo, James Putnam, Frances Corner

Info al pubblico Archivio Aldo Mondino T. + 39 02 33 60 77 05 | info@aldomondino.it Berengo Studio T. +39 041 5276364 | 041 739453

Ufficio stampa
NORA comunicazione – Eleonora Caracciolo di Torchiarolo
Via A. Sforza 9 | 20136 Milano t. +39 339 89 59 372
info@noracomunicazione.it | www.noracomunicazione.it





sabato 13 aprile 2013

Aldo Mondino - Tappeti stesi e appesi


Firenze - dal 13 aprile al 20 giugno 2013
Aldo Mondino - Tappeti stesi e appesi

SANTO FICARA
Via Ghibellina 164r (50122)
+39 0552340239 , +39 0552269190 (fax)
info@santoficara.it
www.santoficara.it


In collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino e con la cura di Marco Meneguzzo, sabato 13 aprile inaugura la mostra di Aldo Mondino Tappeti stesi e appesi alla Galleria Santo Ficara di Firenze.
Fino al 20 giugno sono esposti i lavori incentrati sul concetto di “nuovo esotismo” uno dei temi più frequentati nella lunga e multiforme attività dell’artista torinese, scomparso nel 2005.
orario: da lunedì a sabato, ore 10–12.30 | 15.30–19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 13 aprile 2013. h 11
editore: CARLO CAMBI
ufficio stampa: NORA COMUNICAZIONE
curatori: Marco Meneguzzo
autori: Aldo Mondino
genere: arte contemporanea, personale, arti decorative e industriali




comunicato stampa 
In collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino e con la cura di Marco Meneguzzo, sabato 13 aprile inaugura la mostra di Aldo Mondino Tappeti stesi e appesi alla Galleria Santo Ficara di Firenze.
Fino al 20 giugno sono esposti i lavori incentrati sul concetto di “nuovo esotismo” uno dei temi più frequentati nella lunga e multiforme attività dell’artista torinese, scomparso nel 2005.
In mostra, oltre ad alcuni gioielli dai soggetti orientaleggianti, il ciclo di opere dei cosiddetti “tappeti stesi” - simulacri di tappeti, di fatto dipinti su telai e superfici sagomate -, delle “Turcate” - chiaro riferimento al folklore turco, con particolare riguardo alle forme culturali e visive della setta dei Dervisci, ma anche all’artista Giulio Turcato -, dei “ritratti” di ambientazione araba, e culmina con il rifacimento di “Mekka Mokka” (1988), una sorta di tappeto-mandala realizzato con l’utilizzo di 50 chili di caffè in grani su carta da spolvero.

Questa produzione di Mondino, che data all’incirca dal 1980 -il primo “tappeto steso” è infatti di quell’anno-, affronta, in tempi non sospetti, il tema della globalizzazione partendo da un apparente ritorno all’“esotismo”, quella corrente pittorica ottocentesca di cui Mondino adotta parzialmente anche la veste pittorica. Di fatto, si tratta di un’operazione che riesce a coniugare il piacere della pittura con la percezione chiara di un mutamento culturale in atto, di uno spostamento evidente del centro d’interesse mondiale verso culture considerate, appunto, “esotiche”, nonché con una serie di citazioni artistiche colte, tipiche dell’artista, in primis quella della produzione orientalista di Delacroix.
Un catalogo illustrato e con un saggio del curatore, edito da Carlo Cambi Editore, accompagna la mostra.

Cenni biografici
Aldo Mondino è nato a Torino nel 1938, dove è morto nel 2005. Nel 1959 si trasferisce a Parigi dove frequenta l’atelier di William Heyter, l’Ecole du Louvre e il corso di mosaico dell’Accademia di Belle Arti con Severini e Licata. Nel 1960, rientrato in Italia, inizia la sua attività espositiva alla Galleria L’Immagine di Torino (1961) e alla Galleria Alfa di Venezia (1962). L’incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, risulta fondamentale per la sua carriera artistica, con un sodalizio tuttora esistente. Importanti personali vengono presentate anche presso la Galleria Stein di Torino, lo Studio Marconi di Milano, la Galleria La Salita di Roma, la Galleria Paludetto di Torino.
Tra le principali mostre si ricordano le due partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1993, le personali al Museum für Moderne Kunst-Palais Lichtenstein di Vienna (1991), al Suthanamet Museo Topkapi di Istanbul (1992, 1996), al Museo Ebraico di Bologna (1995), alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Trento (2000). Le sue opere appartengono alle collezioni permanenti dei più importanti Musei nazionali ed internazionali ed a numerose collezioni private.






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