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sabato 30 marzo 2013

Sayaka Ganz - Danze della natura


Cecina (LI) - dal 30 marzo al 26 maggio 2013
Sayaka Ganz - Danze della natura

FONDAZIONE HERMANN GEIGER
Corso Giacomo Matteotti 47 (57023)
+39 0586631227 , +39 0586631227 (fax)
info@fondazionegeiger.it
www.fondazionegeiger.it


Sayaka recupera e classifica un universo di plastica ritrovando agli oggetti una nuova funzione, eminentemente estetica, come parte costitutiva di meravigliose opere figurative
orario: tutti i giorni dalle 16:00 alle 20:00
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 30 marzo 2013. h 17
catalogo: in galleria.
ufficio stampa: ILOGO
curatori: Alessandro Schiavetti
autori: Sayaka Ganz
genere: arte contemporanea, personale



comunicato stampa 
Gli animali di plastica di Sayaka Ganz in mostra alla Fondazione Geiger. Per la prima volta l’artista giapponese espone in Italia

Con il titolo “Danze della Natura” è organizzata dalla Fondazione Culturale Hermann Geiger di
Cecina e curata da Alessandro Schiavetti, direttore artistico della Fondazione.

Dal 30 marzo al 26 maggio 2013 la sala espositiva della Fondazione Hermann Geiger di Cecina( LI),
ospita la mostra “Danze della natura” dell’artista giapponese Sayaka Ganz. È la prima personale in Italia di questa artista di origini giapponesi e di fama internazionale, nata a Yokohama, ma
residente da diversi anni negli Stati Uniti. Sayaka recupera e classifica un universo di plastica ritrovando agli oggetti una nuova funzione, eminentemente estetica, come parte costitutiva di meravigliose opere figurative. La sua arte “si fa” con oggetti in plastica di uso quotidiano, reperti anonimi e banali del nostro presente che sono stati gettati via. Il percorso espositivo comprende sei grandi gruppi di sculture di animali e “Luminariales”, realizzati dall’artista in collaborazione con Jim Merz, sempre recuperando e assemblando coloratissimi contenitori in plastica.
Questo processo creativo è influenzato sia dalla cultura giapponese che dalla vita vissuta: secondo
le antiche credenze shintoiste anche gli oggetti hanno un’anima e ai bambini giapponesi viene insegnato che gli oggetti buttati via prima del tempo nella notte piangono nel cestino dei rifiuti. Sayaka ha trascorso la sua infanzia in Giappone, poi all’età di 9 anni si è trasferita in Brasile con i genitori. Tornata di nuovo in patria a 13 anni, si è spostata in seguito a Hong Kong per poi decidere di studiare arte all’Università dell’Indiana, negli Stati Uniti, dove tuttora vive. Questi trasferimenti continui hanno spinto l’artista a ricercare intorno a lei un senso di appartenenza e un ambiente armonico: dare nuova vita ad elementi di scarto, trasformandoli in una forma organica che sembra in movimento, dona a Sayaka un senso di pace e serenità poiché questo processo le dimostra che ogni pezzo, apparentemente ormai inutile e senza legami con ciò che lo circonda, può trovare un proprio equilibrio, una propria collocazione. Ogni oggetto trascende la sua originaria funzione, dando origine ad una figura animale che sembra viva. Per le sue sculture l’artista si lascia ispirare dalla forma degli oggetti stessi e dal mondo naturale, realizzando alla fine un’unione tra l’universo artificiale dei prodotti umani e quello della natura. L’artista studia inizialmente l’aspetto dell’animale da realizzare, poi crea per prima cosa un’armatura in fili di acciaio saldati sulla quale successivamente fissa i vari utensili di plastica, fino a quando l’insieme degli oggetti non assume la forma di un animale in movimento, dalle gamme cromatiche incredibili e dalle forme filamentose.

“Quella di Sayaka Ganz – spiega il curatore Alessandro Schiavetti - è arte dell’accumulo, arte
del riciclo e scultura squisitamente figurativa a un tempo; per lei l’oggetto è, al tempo stesso, rappresentativo di un vissuto esistenziale non concluso ed elemento discreto che si combina, cristallizzandosi in forme suggestive e naturalistiche”. La mostra, allestita nella Sala Espositiva della Fondazione Geiger in Piazza Guerrazzi 32 a Cecina (Li), resterà aperta al pubblico da sabato 30 marzo fino a domenica 26 maggio 2013, tutti i giorni dalle 16:00 alle 20:00, con ingresso libero. Info: Fondazione Culturale Hermann Geiger, tel. 0586.635011, www.fondazionegeiger.org






mercoledì 30 gennaio 2013

Sayaka Ganz - Danze della natura


Cecina (LI) - dal 30 gennaio al 26 maggio 2013
Sayaka Ganz - Danze della natura

FONDAZIONE HERMANN GEIGER
Corso Giacomo Matteotti 47 (57023)
+39 0586631227 , +39 0586631227 (fax)
info@fondazionegeiger.it
www.fondazionegeiger.it


Sayaka recupera e classifica un universo di plastica ritrovando agli oggetti una nuova funzione, eminentemente estetica, come parte costitutiva di meravigliose opere figurative
orario: tutti i giorni dalle 16:00 alle 20:00
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 30 gennaio 2013. h 17
catalogo: in galleria.
ufficio stampa: ILOGO
curatori: Alessandro Schiavetti
autori: Sayaka Ganz
genere: arte contemporanea, personale



comunicato stampa 
Gli animali di plastica di Sayaka Ganz in mostra alla Fondazione Geiger. Per la prima volta l’artista giapponese espone in Italia

Con il titolo “Danze della Natura” è organizzata dalla Fondazione Culturale Hermann Geiger di
Cecina e curata da Alessandro Schiavetti, direttore artistico della Fondazione.

Dal 30 marzo al 26 maggio 2013 la sala espositiva della Fondazione Hermann Geiger di Cecina( LI),
ospita la mostra “Danze della natura” dell’artista giapponese Sayaka Ganz. È la prima personale in Italia di questa artista di origini giapponesi e di fama internazionale, nata a Yokohama, ma
residente da diversi anni negli Stati Uniti. Sayaka recupera e classifica un universo di plastica ritrovando agli oggetti una nuova funzione, eminentemente estetica, come parte costitutiva di meravigliose opere figurative. La sua arte “si fa” con oggetti in plastica di uso quotidiano, reperti anonimi e banali del nostro presente che sono stati gettati via. Il percorso espositivo comprende sei grandi gruppi di sculture di animali e “Luminariales”, realizzati dall’artista in collaborazione con Jim Merz, sempre recuperando e assemblando coloratissimi contenitori in plastica.
Questo processo creativo è influenzato sia dalla cultura giapponese che dalla vita vissuta: secondo
le antiche credenze shintoiste anche gli oggetti hanno un’anima e ai bambini giapponesi viene insegnato che gli oggetti buttati via prima del tempo nella notte piangono nel cestino dei rifiuti. Sayaka ha trascorso la sua infanzia in Giappone, poi all’età di 9 anni si è trasferita in Brasile con i genitori. Tornata di nuovo in patria a 13 anni, si è spostata in seguito a Hong Kong per poi decidere di studiare arte all’Università dell’Indiana, negli Stati Uniti, dove tuttora vive. Questi trasferimenti continui hanno spinto l’artista a ricercare intorno a lei un senso di appartenenza e un ambiente armonico: dare nuova vita ad elementi di scarto, trasformandoli in una forma organica che sembra in movimento, dona a Sayaka un senso di pace e serenità poiché questo processo le dimostra che ogni pezzo, apparentemente ormai inutile e senza legami con ciò che lo circonda, può trovare un proprio equilibrio, una propria collocazione. Ogni oggetto trascende la sua originaria funzione, dando origine ad una figura animale che sembra viva. Per le sue sculture l’artista si lascia ispirare dalla forma degli oggetti stessi e dal mondo naturale, realizzando alla fine un’unione tra l’universo artificiale dei prodotti umani e quello della natura. L’artista studia inizialmente l’aspetto dell’animale da realizzare, poi crea per prima cosa un’armatura in fili di acciaio saldati sulla quale successivamente fissa i vari utensili di plastica, fino a quando l’insieme degli oggetti non assume la forma di un animale in movimento, dalle gamme cromatiche incredibili e dalle forme filamentose.

“Quella di Sayaka Ganz – spiega il curatore Alessandro Schiavetti - è arte dell’accumulo, arte
del riciclo e scultura squisitamente figurativa a un tempo; per lei l’oggetto è, al tempo stesso, rappresentativo di un vissuto esistenziale non concluso ed elemento discreto che si combina, cristallizzandosi in forme suggestive e naturalistiche”. La mostra, allestita nella Sala Espositiva della Fondazione Geiger in Piazza Guerrazzi 32 a Cecina (Li), resterà aperta al pubblico da sabato 30 marzo fino a domenica 26 maggio 2013, tutti i giorni dalle 16:00 alle 20:00, con ingresso libero. Info: Fondazione Culturale Hermann Geiger, tel. 0586.635011, www.fondazionegeiger.org

venerdì 25 gennaio 2013

Arte Fiera 2013

Bologna - dal 25 al 27 gennaio 2013
Arte Fiera 2013

SEDI VARIE
(40121)


Dal 25 al 27 gennaio si terrà a Bologna la 37° edizione di Arte Fiera che, grazie all'accordo realizzato tra il Comune di Bologna e BolognaFiere dà vita alla prima edizione di ART CITY BOLOGNA coordinata dal direttore del MAMbo e dell'Istituzione Bologna Musei, Gianfranco Maraniello assieme alla direzione artistica di Arte Fiera.

vernissage: 25 gennaio 2013.
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
genere: arte contemporanea, fiera
web: www.artefiera.bologna.it


comunicato stampa 
CON LA NUOVA ARTEFIERA AL VIA ART CITY BOLOGNA

Dal 25 al 27 gennaio si terrà a Bologna la 37° edizione di Arte Fiera che, grazie all'accordo realizzato tra il Comune di Bologna e BolognaFiere dà vita alla prima edizione di ART CITY BOLOGNA coordinata dal direttore del MAMbo e dell'Istituzione Bologna Musei, Gianfranco Maraniello assieme alla direzione artistica di Arte Fiera.

Arte Fiera e ART CITY BOLOGNA saranno presentate il 14 gennaio in una conferenza stampa ospitata presso il "Museo della Storia di Bologna in Palazzo Pepoli Vecchio " di Bologna dal presidente di BolognaFiere Duccio Campagnoli, dall'Assessore alla Cultura del Comune di Bologna Alberto Ronchi, dai direttori artistici di Arte Fiera Claudio Spadoni e Giorgio Verzotti e dal direttore dal MAMbo e dell'Istituzione Bologna Musei Gianfranco Maraniello, con la partecipazione del prof. Fabio Roversi Monaco.



UNA "NUOVA ARTE FIERA"
A Bologna dal 25 al 28 gennaio 2013

Sarà una nuova ARTE FIERA quella che accoglierà gli appassionati d'arte moderna e contemporanea a Bologna dal 25 al 28 gennaio 2013. Un'edizione, la trentasettesima, che confermerà Arte Fiera come la più importante e completa manifestazione per il sistema italiano dell'arte, un punto di osservazione privilegiato attraverso le proposte artistiche delle gallerie italiane e internazionali presenti.

Le prime novità di Arte Fiera 2013 riguardano la direzione artistica dell'evento, affidata quest'anno a due direttori artistici Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni che hanno indirizzato il profilo della manifestazione rispettivamente per l'arte contemporanea il primo e per l'arte moderna il secondo.
Altra novità significativa della nuova Arte Fiera è ART CITY Bologna, il programma istituzionale nato dalla collaborazione tra Comune di Bologna e BolognaFiere coordinato dal Direttore di MAMbo e dell'Istituzione Bologna Musei, Gianfranco Maraniello. Con oltre 50 eventi tra mostre e iniziative culturali, ART CITY Bologna affianca la trentasettesima edizione della fiera ponendosi come un progetto unitario che mira alla valorizzazione e all'accessibilità del patrimonio artistico della città, rendendolo fruibile in maniera gratuita per i tanti visitatori di Arte Fiera.

"BolognaFiere e l'Amministrazione Comunale - dichiara il Presidente Campagnoli - hanno così voluto dar seguito all'impegno stabilito dal 2012 di realizzare - sulla base della pluriennale esperienza di Arte fiera off - non solo una Fiera dell'Arte aperta alla città, ma l'impegno di tutta una città per l'Arte che consentirà a tutti i visitatori di Arte Fiera e di Bologna un ineguagliabile tour fra le molte iniziative nei luoghi più prestigiosi della città, messe a punto con il concorso delle Fondazioni e di tante Gallerie d'Arte di Bologna".

La sezione di arte moderna e contemporanea di Arte Fiera offrirà la presenza delle Gallerie italiane e internazionali con opere di grande rilievo degli oltre 1.100 artisti tra i quali tutti i più significativi artisti italiani.

Il progetto della nuova direzione artistica di Arte Fiera è quello di riaffermare e rilanciare il ruolo e la forza di Bologna e di Arte Fiera come promotrici dell'arte italiana sul mercato internazionale.
Arte Fiera 2013 intende riprendere e rilanciare un percorso per promuovere, sulla scena mondiale, la cultura visiva italiana, ampiamente riconosciuta e apprezzata, ridando forza anche alle strutture e ai protagonisti del sistema dell'arte italiano calato in un contesto ormai globalizzato.

Il segno di questo nuovo progetto di Arte Fiera sarà dato, come prima novità, dalla mostra STORIE ITALIANE voluta dai direttori artistici che, con le opere selezionate tra quelle presentate dalle Gallerie presenti ad Arte Fiera, vuole rileggere la storia dell'arte italiana a partire dal punto di vista delle due curatrici invitate ad organizzare la Mostra, Laura Cherubini e Lea Mattarella.

Un'altra novità di Arte fiera è rappresentata dalla nuova sezione SOLO SHOW realizzata da Gallerie che propongono progetti espositivi focalizzati esclusivamente alle opere di un unico artista. Il Comitato di indirizzo artistico ha selezionato con cura - fra le proposte delle gallerie espositrici - gli artisti che daranno vita a questo nuovo percorso artistico di Arte
Fiera.

I Direttori di Arte Fiera hanno anche messo a punto un programma qualificato di sette conversazioni tutte di grande rilievo che hanno come filo conduttore il tema "Guardare al futuro" per mettere a fuoco scenari e nuove prospettive del mercato dell'arte.

ARTE FIERA sarà, come di consueto, la prima occasione di incontro, in apertura d'anno, per gli appassionati d'arte moderna e contemporanea ma anche per quanti iniziano ad avvicinarsi a questo mondo con curiosità ed entusiasmo.
Permane infatti una forte attenzione anche sul piano sperimentale con una sezione dedicata alle giovani Gallerie per completare l'ampia proposta artistica con un momento di divulgazione delle tendenze più avanzate e dell'opera di giovani artisti ai quali verranno assegnati il Premio Euromobil under 30 e il Premio Furla.

Le considerazioni dei direttori artistici Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni:
Possiamo pensare a Bologna come alla Fiera dedicata al "genio italiano" inteso come un insieme di valori ampiamente riconosciuto e che va difeso con decisione, soprattutto in epoche di crisi come l'attuale.
Ci sono del resto buone ragioni per farlo: nel mondo, l'arte italiana dal Novecento ad oggi continua a riscuotere la massima attenzione, come dimostrano, ormai da diversi anni, i risultati delle aste internazionali relativamente a maestri contemporanei.
Ma è soprattutto dall'attività espositiva di gallerie e musei che misuriamo il riconoscimento dell'arte italiana da parte di importanti istituzioni.

Arte Fiera 2013 riflette queste eccellenze: le nostre avanguardie storiche sono sempre state un suo punto di forza e ne fanno ancor oggi l'appuntamento più importante nel novero delle fiere italiane; ai loro protagonisti le gallerie partecipanti aggiungono i maestri che li hanno seguiti, da Fontana e Manzoni fino alle conferme dell'Arte Povera (in testa il bolognese Calzolari) e della Transavanguardia, vale a dire i due "gruppi" o movimenti che più di altri hanno raggiunto grande successo in patria e fuori. Ma oltre a simili conferme altre osservazioni si posso fare sulla partecipazione degli artisti a Arte Fiera: si rileva anche da noi un interesse a riconsiderare il nostro recente passato, tendenza già evidente in altre fiere internazionali, a partire dall'edizione 2012 di Frieze a Londra con l'allestimento Frieze Masters, un'ala staccata interamente dedicata al passato anche remoto, ma che si concentrava in particolare sugli anni sessanta e settanta.

A Bologna, molto spazio sarà così dedicato alle tendenze (italiane, ma anche internazionali) sorte alla fine degli anni cinquanta e proseguite per tutti i sessanta e settanta, e ispirate al razionalismo visivo, dal Concretismo dall'Arte Cinetica e programmata alle tendenze analitiche in pittura e scultura all'Arte Concettuale e in genere allo sperimentalismo di quegli anni.


ArteFiera 2013: nasce ART CITY Bologna,
l'arte invade la città
musei, mostre, luoghi d'arte
dal 25 al 27 gennaio 2013


ART CITY Bologna è il nuovo programma istituzionale che nasce dalla collaborazione tra Comune di Bologna e BolognaFiere, per affiancare con oltre 50 eventi tra mostre e iniziative culturali in città la trentasettesima edizione di Arte Fiera dal 25 al 27 gennaio 2013, proponendo un'originale esplorazione di musei e luoghi d'arte di Bologna. Il week-end tradizionalmente dedicato alla più importante manifestazione fieristica italiana di settore diventa così occasione per conoscere e riscoprire gli straordinari palazzi storici e i luoghi della cultura trasfigurati attraverso l'incursione del contemporaneo.

ART CITY Bologna e ARTEFIERA condividono una strategia unitaria che mira anche alla valorizzazione del patrimonio artistico della città che ospita la manifestazione, rendendolo fruibile in maniera gratuita per i tanti visitatori di Artefiera, grazie anche a strumenti di messa in rete reali e virtuali quali la navetta gratuita ART CITY Bus, che collegherà Arte Fiera al centro e accompagnerà i visitatori lungo il circuito dei luoghi dell'arte - e l'ART CITY Map, che segnalerà le tappe e fornirà coordinate, indirizzi e informazioni utili sul programma.
L'accessibilità alle sedi del percorso Art City sarà garantita grazie a orari estesi e all'ingresso gratuito (in alcuni casi ridotto) per i possessori di qualsiasi biglietto o card Arte Fiera nelle sedi. Infopoint dedicati saranno inoltre allestiti nei punti di accoglienza turistica di Bologna Welcome - Piazza Maggiore e presso l'Aeroporto Guglielmo Marconi - e in Salaborsa. Servizi per famiglie e bambini saranno offerti tramite le iniziative della sezione ART CITY Children.

ART CITY Bologna vede il Comune di Bologna e BolognaFiere collaborare con le Istituzioni cittadine da sempre in prima linea sul fronte della proposta culturale: Università di Bologna, Pinacoteca Nazionale, Accademia di Belle Arti, Fondazione Cineteca di Bologna, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, Fondazione del Monte, enti privati di promozione dell'arte contemporanea quali Fondazione Furla, Fondazione Marino Golinelli, Biografilm Festival, Associazione Bologna per le Arti, Associazione culturale ALL WRITE e le Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea associate a Confcommercio Ascom Bologna.

Questo eccezionale sforzo di concertazione, grazie a una strategia di rete integrata che coinvolge le sedi espositive più rappresentative dei sistemi museali presenti in città - da quello civico a quello delle fondazioni bancarie, da quello universitario a quello statale - per estendersi a palazzi storici di rilevante valore monumentale fino a comprendere le iniziative di diversi soggetti privati, ha portato alla costruzione di un ampio programma coordinato da Gianfranco Maraniello, Direttore dell'Istituzione Bologna Musei.

In occasione di ARTE FIERA - ART CITY, accanto alle collezioni permanenti, le sedi museali del Comune accolgono una ricca proposta artistica in cui progetti appositamente prodotti si integrano al patrimonio preesistente generando inattese relazioni tra antico e contemporaneo. Con Marino Marini: l'arcaico al Museo Civico Archeologico e De Chirico e i libri alla Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, percorsi monografici in cui una selezione di opere è posta in dialogo con le collezioni delle due sedi sono dedicati a due figure capitali della storia dell'arte italiana.
Negli spazi della Collezione Permanente recentemente riconfigurata in nuove aree tematiche, il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna espone la più ampia collezione pubblica di opere di Giorgio Morandi presentando tutte le fasi del suo percorso artistico, integrabile con la visita a Casa Morandi, abitazione-museo del maestro bolognese. Nelle sale del piano terra del museo, luogo istituzionale deputato alla sperimentazione e alla ricerca nel contemporaneo, è ospitata l'ampia rassegna "faccia a faccia" di Mario Ceroli. Nella sede di Villa delle Rose apre al pubblico il 24 gennaio Bas Jan Ader. Tra due mondi, prima antologica in una sede istituzionale italiana dedicata all'artista olandese.
Alfredo Protti. Il Novecento sensuale, a cura di Associazione Bologna per le Arti, è l'evento protagonista a Palazzo d'Accursio mentre il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica di Bologna presenta una installazione di Hanne Darboven accompagnata da una performance musicale, oltre a ospitare la mostra Rewind. 50 anni di Fender in Italia. Il Musée de l'OHM si segnala per la sua presenza nelle sale del Museo Civico Medievale e la mostra fotografica Shooting Frontier, a cura di Associazione culturale ALL WRITE, è allestita all'Urban Center - Salaborsa, dove è visitabile anche l'esposizione DESIGN OUT OF THE [BO]X // YOUTOOL e la trasparenza del processo progettuale, mostra a cura di YOUTOOL.
Ampio è il programma artistico che trova spazio all'interno dei palazzi storici della città.

La Pinacoteca Nazionale di Bologna ospita il progetto espositivo Gelo del collettivo
MASBEDO.
La Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna attraverso le sedi del percorso Genus Bononiae rende omaggio a uno dei più grandi fotografi del nostro tempo con Nino Migliori a Palazzo Fava, mostra arricchita dalle installazioni Nino Migliori: Scattate e abbandonate a Palazzo Pepoli e Nino Migliori: Glass- writing. Idrogramma a Casa Saraceni. Alla Biblioteca d'Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale è inoltre visitabile Il "nostro" Paz, dedicata ad Andrea Pazienza.
La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna presenta nella propria sede di via delle Donzelle 2 R'accolte. Il Barocco emiliano. Arte delle Fondazioni on-line, mostra che riunisce un'importante selezione di dipinti antichi dell'età barocca in Emilia e si propone come una delle possibili esplorazioni nel vasto panorama del patrimonio di proprietà delle Fondazioni di origine bancaria.
L'ex Ospedale degli Innocenti fa da suggestiva cornice a Add Fire, momento espositivo della nona edizione del Premio Furla, che prende il titolo dal tema ideato dall'artista padrino Jimmie Durham e presenta i progetti dei cinque finalisti selezionati.
Palazzo Re Enzo ospita la mostra Benzine. Le energie della tua mente, compresa nell'articolato programma di Arte e Scienza in Piazza a cura della Fondazione Marino Golinelli.
Piazza Maggiore, presso Palazzo Re Enzo, accoglie un'installazione sonora creata da Maurizio Nannucci, mentre un'opera di Antonello Ghezzi presso La Luretta conduce i visitatori nei sotterranei del centro storico di Bologna per guardare in alto con il progetto E quindi uscimmo a riveder le stelle.

ART CITY Bologna si connota per l'attenzione verso artisti giovani ed emergenti e per la collaborazione con gli Istituti di formazione artistica. Rientrano in quest'ambito i progetti che coinvolgono l'Università di Bologna: la collettiva New Future - che nella sede del Museo di Palazzo Poggi presenta gli interventi di 13 artisti, selezionati al World Event Young Artist svoltosi a Nottingham nel settembre 2012 - e Anatomia Profundae di Pau Golanò al Museo delle Cere Anatomiche Luigi Cattaneo.
Afferisce allo stesso filone la mostra Autoritratti I. Nuove gende(r)azioni all'Accademia di Belle Arti di Bologna, cui si aggiunge la performance Foresta Nera di Alessia Lusardi & Rosetta Termenini.


Diversi momenti performativi arricchiscono ART CITY Bologna, tra i quali si segnalano Pink Loïe di Valeria Magli presso l'Oratorio di San Filippo Neri, spazio della Fondazione del Monte e, al Teatro dell'Accademia di Belle Arti, la performance multimediale SYNAESTHETIC MODULES : Orfeo + Apparati Effimeri.
Sono inoltre inclusi nel percorso ART CITY interventi permanenti realizzati da grandi artisti per la città di Bologna: il Museo per la Memoria di Ustica con l'installazione creata da Christian Boltanski, il wall drawing A new light realizzato da David Tremlett nella Cappella di Santa Maria dei Carcerati nel centralissimo Palazzo Re Enzo in Piazza Maggiore e gli interventi site specific di Claudio Parmiggiani (Campo dei Fiori, Delocazione) e di Piero Pizzi Canella (il ciclo delle Cattedrali) realizzati nella Sala di lettura della Biblioteca d'Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale, articolazione del circuito museale di Genus Bononiae.

Fa parte di ART CITY Bologna una importante sezione dedicata al Cinema. La Fondazione Cineteca di Bologna cura in collaborazione con Anec Emilia Romagna, una rassegna che include tra l'altro FINE DELLA SPECIE programma di spettacoli e performance a cura di ZAPRUDERfilmmakersgroup, GERHARD RICHTER PAINTING di Corinna Belz e l'Omaggio a Hermann Nitsch (6 TAGE-SPIEL di A. Gulden, 110TH ACTION di H. Nitsch e al termine un incontro con lo stesso Nitsch e Marcello Iori). Le proiezioni si svolgono presso Cinema Lumière, Cinema Odeon, Europa Cinema, Cinema Roma, Cinema Chaplin.
Alla area Cinema del programma afferisce anche la proiezione del film documentario Ai Weiwei: Never Sorry -Unipol Biografilm Collection (Cinema Odeon).

Una specifica sezione di iniziative per famiglie, bambini e ragazzi denominata ART CITY Children è curata dal Dipartimento educativo MAMbo: attraverso il Week-end al MAMbo e la Notte bianca al museo, i più giovani potranno avvicinarsi all'arte contemporanea e partecipare a laboratori, letture e visite animate.

Anche nel 2013, con ART CITY White Night la serata di sabato 26 gennaio vede un ricco calendario di eventi e aperture straordinarie nei luoghi pubblici e privati dedicati all'arte. L'elenco completo sarà consultabile sul sito www.artefiera.bolognafiere.it.
Arricchiscono e completano il programma le mostre organizzate dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea associate a Confcommercio Ascom Bologna.



sabato 19 gennaio 2013

Helga Vockenhueber - L’anima trovata


Pietrasanta (LU) - dal 19 gennaio al 2 marzo 2013
Helga Vockenhueber - L’anima trovata

CHIESA E CHIOSTRO DI SANT'AGOSTINO
Via Sant'Agostino 1 (55045)
+39 0584795226
cultura@comune.pietrasanta.lu.it
www.comune.pietrasanta.lu.it


La spiritualità caratterizza le creazioni della scultrice austriaca Helga Vockenhueber che si presenta per la prima volta nella cornice di Piazza del Duomo e della Chiesa di Sant’Agostino con “L’anima trovata”. Dodici opere monumentali in bronzo in un percorso espositivo che si concentra su tre aspetti figurali: il volto, il corpo, il cosmo rappresentato dalle forme dilatate di gigli e rose. Simboli, metafore, richiami al mito costituiscono l’universo creativo dell’artista che lancia allo spettatore un suggestivo invito alla contemplazione.

vernissage: 19 gennaio 2013.
curatori: Giuseppe Cordoni
autori: Helga Vockenhueber
genere: arte contemporanea, personale


comunicato stampa 
La spiritualità caratterizza le creazioni della scultrice austriaca Helga Vockenhueber che si presenta per la prima volta nella cornice di Piazza del Duomo e della Chiesa di Sant’Agostino con “L’anima trovata”. Dodici opere monumentali in bronzo in un percorso espositivo che si concentra su tre aspetti figurali: il volto, il corpo, il cosmo rappresentato dalle forme dilatate di gigli e rose. Simboli, metafore, richiami al mito costituiscono l’universo creativo dell’artista che lancia allo spettatore un suggestivo invito alla contemplazione.
La mostra, dal titolo “L’anima trovata”, a cura di Giuseppe Cordoni, è un’iniziativa dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Pietrasanta.

Il plasticismo strutturato di Helga Vockenhueber esercita una profonda forza attrattiva. I suoi giganti bronzei annullano la loro imponenza materica e corporea rendendosi tramite di una suggestione spirituale che conduce lo spettatore ad una riflessione sulla più intima essenza, sull’anima. L’impatto simbolico scaturisce da un efficace rapporto tra linee e volumi. Mescolando le caratteristiche fisionomiche di persone di diverse origini, Vockenhueber intende rappresentare e comunicare l’unicità di ciascun essere. Le sue creature ci appaiono come totem senza tempo, forieri di un messaggio di spiritualità, di un ritorno alle origini del sentire.

Cenni biografici
Helga Vockenhueber (Mondsee, Austria, 1963) vive e lavora tra la città natale e Pietrasanta dove da anni ha intrapreso un rapporto creativo con la Fonderia Del Chiaro. Attraverso il gioiello compie uno studio sul corpo umano, ma anche sullo sguardo interiore. La scuola di Judy Fox a Salisburgo nel 2005 la conduce al definitivo ingresso nella scultura cui si dedica nei laboratori di Pietrasanta.


sabato 12 gennaio 2013

Maria Pierno / Marcello Retinò - AnimaTE CreAZIONI


Adelfia (BA) - dal 12 gennaio al 17 febbraio 2013
Maria Pierno / Marcello Retinò - AnimaTE CreAZIONI

LE MUSE GIOVANI
Via Guglielmo Marconi 22-26 (70010)
lemusegiovani@gmail.com


Mostra di opere scelte di Art Design in esclusiva presso la Galleria LeMuse Giovani. L'essenza delle opere esposte, il sottofondo musicale di Sdrumità e l'accattivante allestimento ci faranno vivere una vera e propria esperienza sensoriale, in cui tutti i sensi verranno piacevolmente sorpresi.
orario: dal lunedì al sabato: 9:00/13:00 19:00/21:00
Giovedì pomeriggio chiuso
Domenica su appuntamento
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 12 gennaio 2013. ore 19:00
catalogo: in galleria. a cura di Roberto Eduardo Maria Mazzarago e Daria Toriello, graphic design Daria Toriello, catalogo
curatori: Roberto Eduardo Maria Mazzarago, Daria Toriello
autori: Maria Pierno, Marcello Retinò
genere: architettura, design, arte moderna e contemporanea, arte contemporanea, serata - evento, doppia personale, arti decorative e industriali

comunicato stampa 
La produzione che presentiamo è frutto dell’ingegno, della creatività sperimentatrice e della manualità artigianale di un’artista barese, Maria Pierno e del pensiero progettuale di un architetto e designer, Marcello Retinò.

La libertà creativa dell’una e il rigore metodologico dell’altro si sono incontrati fino a fondersi, dando vita a queste realizzazioni particolari ed uniche per forma e per colore.

Il richiamo costante alla natura, rappresenta il leit motiv di questa produzione, tanto da trasformare questi piccoli oggetti d’uso quotidiano in piccole sculture naturali e viventi, animate da variegate emozioni, capaci di entrare in sintonia con l’ambiente nel quale sono inseriti, nutrendosi del calore e del colore del contesto che li ospita.

Il design è semplice, pulito, elegante e lascia trasparire una ricercata tensione verso la “leggerezza”, giocando con le forme, che risultano alquanto morbide anche quando seguono linee più geometriche e definite; con la luce, che filtra da piccole fessure create ad hoc, che conferiscono un piacevole dinamismo agli oggetti; ed infine con una varietà di cromatismi, che rendono tali oggetti inaspettatamente seducenti.

Il risultato è un accattivante gioco di emozioni che rapiscono l’osservatore e che trascendono la mera funzionalità dell’oggetto.

In questa produzione la naturalezza si sposa con l’eleganza.

Questo è reso possibile grazie anche all’impiego di un originale materiale del tutto naturale, la malta di geris.

Può il marmo o la pietra trasmettere emozioni, essere leggero e duttile? Diventare malleabile tanto da essere plasmato secondo una precisa idea progettuale?
Sembra impossibile, ma la Malta di geris rende possibile tutto questo.

Non si tratta, dunque, di una resina o di altro materiale sintetizzato in laboratorio i cui cromatismi tentano di riprodurre, il più possibile, l’effetto naturale, perché la malta è essa stessa “prodotto della natura”. Essa nasce, infatti, dalla lavorazione di elementi minerali e vegetali, che danno origine a questa “pietra leggera e modellabile”, potremmo dire così, unica anche per la varietà di cromatismi che si riescono ad ottenere, miscelando diversi pigmenti naturali. Gli effetti che ne risultano sono davvero sorprendenti e utilizzabili sia nel campo del design che dell’espressione artistica tout court.

I nomi delle creazioni traggono ispirazione dal mondo femminile della cultura araba, particolarmente cara ai due autori.

mercoledì 9 gennaio 2013

Giuseppe Manigrasso


Napoli - dal 9 gennaio al 9 febbraio 2013
Giuseppe Manigrasso

AL BLU DI PRUSSIA
Via Gaetano Filangieri 42 (80121)
+39 081409446 , +39 0812520464 (fax)
info@albludiprussia.com
www.albludiprussia.com


185 tecniche miste di piccolo formato,nelle quali coniuga segni e residui di materia,nell’incontro della grafica con l’assemblage.In questo accostarsi alla dimensione del "foglio",fa confluire tutta l'esperienza e le sfide accumulate in un quarantennio di ricerca ed esperienze artistiche e umane.
orario: da martedì a venerdì ore 16,30-20; sabato ore 10,30-13 e 16,30-20
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 9 gennaio 2013. ore 17,30-20,30
catalogo: in galleria. Paparo Edizioni
curatori: Diana Gianquitto
autori: Giuseppe Manigrasso
genere: arte moderna e contemporanea, serata - evento, personale

comunicato stampa 
Al Blu di Prussia presenta
GIUSEPPE MANIGRASSO
A cura di Diana Gianquitto
Vernissage Mercoledì 9 Gennaio 2013, ore 17,30-20,30
Anteprima stampa martedì 8 Gennaio 2013, ore 12
In mostra dal 9 gennaio al 9 febbraio 2013

COMUNICATO STAMPA

A un anno dalla sua ultima personale, Giuseppe Manigrasso torna Al Blu di Prussia - lo spazio multidisciplinare di Giuseppe Mannajuolo diretto da Mario Pellegrino dove - da mercoledì 9 gennaio, inaugurazione dalle ore 17,30 - sarà protagonista con una nuova personale. In esposizione, un cospicuo corpus di lavori di nuova produzione: 185 tecniche miste di piccolo formato, tutte di nuova produzione, nelle quali coniuga segni e residui di materia. Un ciclo che, nell’incontro della grafica con l’assemblage, per inserimento di materiali e oggetti quotidiani naturali e artificiali, rappresenta un ulteriore step della ricerca di Manigrasso: una ripresa della grafica che aveva già trattato negli anni degli inizi. Naturalmente con una consapevolezza e intensità differente dato che, in questo accostarsi alla dimensione del "foglio", egli fa confluire tutta l'esperienza e le sfide accumulate in un quarantennio di ricerca ed esperienze artistiche e umane.
Manigrasso, a cura di Diana Gianquitto.

Orari della mostra: mar-ven 16.30-20; sabato 10.30-13 e 16.30-20.
Ingresso libero. Brochure della mostra in galleria.

Per l’Ufficio Stampa,
Paola De Ciuceis Lombardi

lunedì 7 gennaio 2013

Omaggio a Renato Barisani


Renato Barisani (Napoli, 1918). Dopo il diploma in scultura all'Istituto d'Arte di Napoli, tra il 1937 e il 1939 frequenta l'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Monza (I.S.I.A.), seguendo i corsi di Pagano, Pica, Marini e Semeghini. Nel 1941 si diploma in scultura all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Nel 1948 espone alla Quadriennale d'Arte a Roma, partecipando anche alle edizioni del 1965 e del 1986. Nel 1949 aderisce e partecipa alle mostre del Gruppo Sud alla galleria Blu di Prussia; mentre dal 1950 al 1955 costituisce il Gruppo Napoletano Arte Concreta assieme a Venditti, De Fusco e Tatafiore, muovendosi nell'ambito di una ricerca astratto-geometrica di respiro internazionale e partecipando alle più importanti rassegne organizzate dal MAC milanese. Dal 1953 ha inizio l'interesse per il design e realizza una serie di gonne dipinte. 
Dalla metà degli anni Cinquanta sperimenta nuovi materiali come il perspex e il plexiglas (1954), dà avvio alla sua ricerca sui fotogrammi (1954) - che riprenderà anche successivamente -, alla progettazione dei primi gioielli (1956) e a una produzione in cui sono inseriti elementi materici artificiali e naturali (1957). Dal 1960 al 1963 aderisce alla "Nuova Scuola Europea di Losanna" fondata da George Kasper. Nel 1962 e, poi, nel 1972 partecipa alla Biennale di Venezia. 
Dal 1964 si dedica anche alla decorazione della ceramica. Alla fine degli anni Sessanta realizza lavori in formica e in plexiglas, mentre nei primi anni Settanta impiega il neon per costruire sculture e altri oggetti luminosi. Dal 1975 al 1980 aderisce al gruppo napoletano Geometria e Ricerca con De Tora, Di Ruggiero, Riccini, Tatafiore, Testa e Trapani. 
Gli anni Ottanta sono segnati da un'intensa sperimentazione di tecniche e materiali: colori a olio, spray, acquerello, pastello, vinavil, carte e cartoni, fotocopie, sagome di legno con cui realizza collages. Nel 1993 gli viene assegnato il prestigioso premio Pollock dalla Krasner-Pollock Foundation di New York. Nel 1999 realizza un grande mosaico e una scultura monumentale per la stazione di Salvator Rosa della metropolitana di Napoli. Altre sculture in metallo di grandi dimensioni sono state realizzate per il Museo all'aperto di Ripe San Ginesio (1999), Castel dell'Ovo a Napoli (2000), la stazione della metropolitana di Piazza Quattro Giornate a Napoli (1967-2000), per i Comuni di San Giorgio a Cremano (2001), Giffoni Sei Casali (2003) e Casoria (2004). 
Le sue opere sono presenti in prestigiose collezioni pubbliche. 






martedì 18 dicembre 2012

Urbicide


Venezia - dal 18 dicembre 2012 al 22 gennaio 2013
Urbicide

WORKSHOP ARTE CONTEMPORANEA
Dorsoduro 2793 / A (30123)
Fermata Vaporetto: Ca’ Rezzonico (Linea 1)
+39 0410990156
info@workshopvenice.com


Workshop è lieta di presentare URBICIDE una mostra collettiva in cui installazioni, video e suoni
interagiscono con i suggestivi spazi della galleria affacciata su Canal Grande.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 22 gennaio 2013.
orario: Da Martedi a domenica ore 10-13 e 15-18.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 18 dicembre 2012. h 18.30
curatori: Diann Bauer
autori: Diann Bauer, Amanda Beech, Mikko Canini, Mona Marzouk, Oraib Toukan, Jennifer Williams
genere: documentaria, architettura, fotografia, arte moderna e contemporanea, arte contemporanea, collettiva

comunicato stampa 
Workshop è lieta di presentare URBICIDE una mostra collettiva in cui installazioni, video e suoni
interagiscono con i suggestivi spazi della galleria affacciata su Canal Grande.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 22 gennaio 2013.
Curata dall’artista statunitense Diann Bauer, URBICIDE è una mostra che parla dell’epoca in cui viviamo. Lo
sfrenato sviluppo dell'economia, la globalizzazione e il consumismo stanno lentamente uccidendo le nostre
città, invase dai centri commerciali, il Medio Oriente è stato smembrato e venduto al miglior offerente. I
giochi di potere di pochi uomini e i mass media che quotidianamente riempiono le nostre vite con immagini
superficiali, stanno creando un mondo in cui l’omologazione regna sovrana e le caratteristiche individuali e
collettive si diluiscono nella uniformità. Oggi la Città, sempre meno un luogo di aggregazione e scambio di
idee, sta diventando un macro contenitore svuotato della sua essenza, mentre l’Uomo assiste incosciente
alla perdita del proprio essere, della propria storia, della propria cultura.
Le opere di Diann Bauer, Amanda Beech, Mikko Canini, del collettivo Pil & Galia Kollectiv, di Mona
Marzouk, Oraib Toukan, e di Jennifer Williams ci offrono l’opportunità di esaminare in maniera critica la
realtà contemporanea. Immagini, suoni e colori convergono, offrendo ai visitatori una forte esperienza
percettiva e sensoriale. Le loro opere catturano lo sguardo senza lasciare mai indifferenti.
Il visitatore entrando viene accolto da un’opera site-specific creata appositamente per Workshop dall’artista
egiziana Mona Marzouk insieme a Diann Bauer, basata sull’installazione The Bride Stripped Bare By Her
Energy’s Evil presentata al BALTIC Centre for Contemporary Art Gateshead.
Amanda Beech presenta il video Sanity Assassin adattamento dell’omonima opera prodotta in
collaborazione con il Getty Institute di Los Angeles e la galleria Spike Island di Bristol: nella sua velocità e
nella sua combinazione di parole, testi e suoni richiama lo stile di Saul Bass e MTV. Nelle loro animazioni, il
collettivo inglese Pil and Galia Kollectiv, si ispirano al Costruttivismo russo, al cinema muto e ai cartoni
animati degli anni Ottanta per creare divertenti metafore antropomorfe di violenza e desiderio, decadimento
e rinascita. Oltre alle animazioni Blood and Xerox e I, A Machine, Am Showing You a World, The Likes of
Which Only I Can See il collettivo presenta l’opera Performative Construction of a Future Monument For The
Dialectic Negation of a Post-Catastrophic Society presentata alla Herzliya Biennial for Contemporary Art,
Israele. L’installazione di Jennifer Williams Portals penetra invece negli spazi della galleria trasformando le
pareti in una stupefacente coreografia di macerie, mentre l’artista canadese Mikko Canini con il suo The
Black Sun Rise ci accompagna in un viaggio surreale tra le strade di una Londra sommersa dall’acqua.
Infine l’artista statunitense Oraib Toukan porterà alla Galleria Workshop la sua opera Talking Heads.
Diann Bauer, artista e curatrice è nata a New York, attualmente vive e lavora tra Londra e Berlino. Le sue
opere sono state esposte in importanti gallerie di tutto il mondo tra cui Paradise Row di Londra e Istanbul,
Saatchi Gallery di Londra, Vamiali’s Gallery di Atene, Fine Art University di Hanoi, Yautepec di Città del
Messico, Galeria Luis Serpa di Lisbona, White Box di New York, solo per citarne alcune. In Italia, Bauer è
rappresentata da Workshop.


domenica 16 dicembre 2012

Sergio Unia


Torino - dal 15 dicembre 2012 al 28 gennaio 2013
Sergio Unia

ACCORSIARTE
Via Cesare Balbo 36 (10124)
+39 3420929640
Accorsi@accorsiarte.com
www.accorsiarte.com


Presso la Galleria AccorsiArte si possono trovare le oper del maestro Segio Unia in esposizione e vendita in forma permanente.
orario: Dal Martedì alla Domenica dalle ore 10.30 alle ore 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 19.00

(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 15 dicembre 2012. h 18
curatori: Daniela Accorsi
autori: Sergio Unia
genere: arte contemporanea, altro



sabato 15 dicembre 2012

Cavalli e cavalieri: Marino Marini

Marino Marini: Cavaliere , 29,9x29,5x12, terracotta, 1944. Fondazione Marino Marini

Nuoro - dal 14 dicembre 2012 al 24 febbraio 2013
Cavalli e cavalieri: Marino Marini

MAN - MUSEO D'ARTE DELLA PROVINCIA DI NUORO
Via Sebastiano Satta 15 (08100)
+39 0784252110 , +39 0784252110 (fax)
info@museoman.it
www.museoman.it


Il tema "Cavalli e cavalieri" sarà oggetto di due mostre parallele, dal 15 dicembre al 24 febbraio prossimi al MAN di Nuoro.
Il progetto di Lorenzo Giusti, neo direttore dell'istituzione nuorese, anticipa una delle linee del nuovo MAN: la contemporanea e contestuale presenza di importanti mostre sul Novecento italiano ed internazionale affiancate da ampie finestre sugli artisti contemporanei.
Per questo primo test del suo progetto Lorenzo Giusti ha scelto un tema profondamente sardo, quello dei cavalli e dei cavalieri, declinato, da un lato, dall'artista del nostro Novecento che certo più di ogni altro lo ha rappresentato, ovvero Marino Marini.
orario: 10:00 - 13:00 15:00 - 19:00 (Lunedì chiuso)
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: Intero 3,00 euro
Ridotto 2,00 euro (dai 18 ai 25 anni)
Gratuito under 18 e over 60
Gratuito ultime domeniche del mese
vernissage: 14 dicembre 2012. h 19
editore: SILVANA EDITORIALE
ufficio stampa: STUDIO ESSECI
curatori: Lorenzo Giusti, Alberto Salvadori
autori: Marino Marini
genere: arte contemporanea, personale

comunicato stampa 
Il tema “Cavalli e cavalieri” è oggetto di due mostre parallele curate da Lorenzo Giusti, direttore del Museo MAN, e da
Alberto Salvadori, direttore del Museo Marino Marini. Un tema profondamente sardo declinato, da un lato, dall’artista
del nostro Novecento che più di ogni altro lo ha rappresentato, Marino Marini, e dall’altro attraverso lo sguardo di alcuni
artisti contemporanei, autori di opere in video in cui la tematica del cavaliere è riletta in chiave attuale, secondo punti di
vista e prospettive diverse e che, nell’insieme del progetto, costituiscono una sorta di testo critico per immagini.

MARINO MARINI

Prima retrospettiva dedicata al lavoro di Marino Marini in Sardegna, la mostra “Cavalli e cavalieri” nasce dalla
constatazione di un diffuso ritorno di interesse per l’opera del- lo scultore toscano, maestro conclamato dell’arte italiana
del Novecento.Dalla creazione delle prime figure archetipiche,di etrusca memoria, attraverso un processo di progressiva
com- pressione delle masse, fino alla scomposizione geometrica delle figure, la mostra descrive una parabola formale di
straordinaria intensità, in linea con le più aggiornate tendenze internazionali e allo stesso tempo profondamente originale.

Quindici le sculture di cavalli e cavalieri presenti, tra cui un originale busto di Gentiluomo a cavallo del 1937 che,
nel quadro della produzione di Marini, costituisce uno dei primi momenti di riflessione sul tema. Dalla Fondazione
Marino Marini di Pistoia provengono i bronzi Piccolo miracolo, del 1955, Piccolo cavaliere, del 1951, Cavallo, del 1945 e
l’altorilievo Cavaliere, del 1943. La stessa provenienza hanno anche le due sculture in terracotta Piccolo cavallo, del 1943,
e Cavaliere, del 1944. Al 1939 risale invece il Cavallo in bronzo conservato presso il Museo Marino Marini di Firenze, da cui
provengono anche lo straordinario Cavaliere del 1947, uno Studio per miracolo del 1953-54, due Composizioni del 1956-57
e l’opera simbolo Due elementi, del 1971, in cui le figure hanno ormai raggiunto una sintesi radicale.

I disegni e le opere grafiche su carta - a china, inchio- stro o tempera (alcune delle quali su base litografica, come Cavaliere
rosso e Cavaliere azzurro, entrambi del 1978) – illustrano in maniera esaustiva l’evoluzione dell’immagine del cavallo e
del cavaliere - viste singolarmente o congiuntamen- te - nell’opera di Marini, coprendo un arco temporale che dai primi
anni Quaranta giunge fino alla fine degli anni Settanta. Un crescendo di immagini che progredisce verso forme sempre più
ricche di soluzioni inedite, di segni essenziali e abbreviazioni linguistiche che subiscono una progressiva sintetizzazione.
Una serie di oltre cento lavori in cui il tratto non dà segni di stanchezza, arricchendosi progressivamente di colo- ri sempre
più marcati ed espressivi.

La mostra di Marino Marini è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano e inglese) edito da Silvana Editoriale
contenente, oltre a un ricco apparato di immagini e un’antologia critica, alcuni nuovi saggi ad opera di Giuliana Altea,
Mattia Patti e Francesco Guzzetti, dedicati agli esordi della ricerca sugli uomini a cavallo, alla figura dell’artista umanista
negli anni della guerra fredda e all’uso del colore nella produzione plastica.


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