domenica 13 febbraio 2011

Orodè Deoro - Orodeide

Lecce - dal 13 al 18 febbraio 2011
Orodè Deoro - Orodeide

HOTEL PRESIDENT
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Via Antonio Salandra 6 (73100)
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Eventi in corso nei dintorni

In esposizione opere su carta, su tela ed alcuni mosaici Fragmentart per festeggiarne il primo decennio di vita ed avvicinare il pubblico a questa particolare composizione musiva che richiama le creazioni di Gaudì e di Hundertwasser.

vernissage: 13 febbraio 2011. ore 15
autori: Orodè Deoro
genere: arte contemporanea, personale
email: sadgold@hotmail.it



Dal 13 al 18 febbraio nelle sale dell’Hotel President s’inaugura la mostra personale “Orodeide” di Orodè Deoro

In esposizione opere su carta, su tela ed alcuni mosaici Fragmentart per festeggiarne il primo decennio di vita ed avvicinare il pubblico a questa particolare composizione musiva che richiama le creazioni di Gaudì e di Hundertwasser. Il mosaico Fragmentart è nato nel settembre del 2000 nella casa-museo Vincent City, a Guagnano (LE), ora mostra permanente dell’artista con oltre 250 mq di opere di grandi dimensioni uniche al mondo, visitate in questi anni da migliaia di persone.
Tra le opere esposte anche alcuni ritratti, come quelli della Callas e di Carmelo Bene, opere esposte nel foyer del Teatro Palladium di Roma nel marzo 2010, nella personale “L’impossibile Bene”.
In esposizione anche le opere vincitrici nel 2009 del Premio Fani a Roma, e del Premio Celeste voto online.


Domenica 13 Febbraio 2011, alle ore 15, presso l’Hotel President di Lecce, in via Salandra, 6
"La verità, vi prego, sull'amore" Jam interdisciplinare con Emanuele Coluccia, pianoforte - Simone Franco, attore - Orodè Deoro, performance pittorica.

“Assomiglia a una coppia di pigiami,
o al salame dove non c'è da bere?
Per l'odore può ricordare i lama,
o avrà un profumo consolante?
E' pungente a toccarlo, come un pruno,
o lieve come morbido piumino?
E' tagliente o ben liscio lungo gli orli?
La verità, vi prego, sull'amore.” (W.H.Auden)

S’ispira a questa celeberrima poesia di Auden la jam interdisciplinare che, in
programma la domenica che precede la festa di S. Valentino, vedrà esibirsi i Tre Magnifici - il genio disperatamente poetico di Orodè Deoro, il talento
oltre misura di Emanuele Coluccia e l’estro decostruttivo di Simone Franco – in un gioco di prestigio che tra colori, note e parole velerà e svelerà la verità dell’amore.



La mostra e la jam sono inserite nell’evento “All in Hall - Sunday Brunch & Music Cafè”

A cura di WORKIN' Produzioni Musicali & Elena Riccardo




sabato 5 febbraio 2011

Post Motus

Capriglia Irpina (AV) - dal 5 al 6 febbraio 2011
Post Motus

CENTRO STORICO
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(83010)
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Eventi in corso nei dintorni

mostre collettive
orario: ore 10.00-24.00
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 5 febbraio 2011. ore 10
curatori: Libero De Cunzo, Eleonora Picariello
autori: Lorenzo Giorgetti, Angelo Montefusco, Eleonora Picariello, Irene Russo, Claudio Valentino
telefono evento: +39 3487054880
genere: fotografia, arte contemporanea, collettiva
email: irene_1985@hotmail.it


evento "Post Motus"
Centro storico Capriglia Irpina, 83010 (AV)
5-6 febbraio 2011 ore 10.00-24.00
mostra d'arte contemporanea ex oratorio-chiesa di Sant Antonio a cura di Eleonora Picariello:
"scosse dal sottosuolo-Post Motus" esposizione degli artisti Eleonora Picariello,Claudio Valentino,Irene Russo,Angelo Montefusco,Lorenzo Giorgetti.
_mostra fotografica-via Roma a cura di Libero De Cunzo:
"Zenith-viaggio meridiano nel cratere dell' Alta Irpinia"



Elisabetta Fontana - Intime visioni

Piacenza - dal 5 al 17 febbraio 2011
Elisabetta Fontana - Intime visioni

GALLERIA STUDIO C
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Via Giovanni Campesio 39 (29100)
+39 0523716846 , +39 0523461507 (fax)
studio.c-arte@libero.it
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Eventi in corso nei dintorni

La sua espressione, forte e prorompente, è fatta di svariati materiali che si uniscono ai colori per trasmettere un messaggio esistenziale di grande intensità.
orario: feriali e festivi dalle 16,30 alle 19,30.
Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 5 febbraio 2011. ore 18,00
curatori: Luciano Carini
autori: Elisabetta Fontana
genere: arte contemporanea, personale


Alla galleria d’arte contemporanea “Studio C” di via Campesio 39 si inaugura oggi, alle ore 18, la mostra personale di Elisabetta Fontana dal suggestivo titolo “Intime visioni”.
Nata a Parma, dove anche attualmente vive e lavora, Elisabetta Fontana è un’artista dal lungo curriculum critico-espositivo con mostre prestigiose tenute in tutta Italia, in Europa, Stati Uniti d’America, Emirati Arabi, Cina e Giappone.
La sua espressione, forte e prorompente, è fatta di svariati materiali che si uniscono ai colori per trasmettere un messaggio esistenziale di grande intensità. Pittura Informale, dunque, dove elemento cromatico e materiali, sapientemente usati e ben governati, tracciano percorsi, strappi, lacerazioni e ferite facendosi metafora dell’uomo e della vita, viaggio interiore, ricerca di assoluto. Arte come sfogo e liberazione o, se si vuole, come esigenza di vita, bisogno di esternare sentimenti, emozioni, stati d’animo, ma anche psicologica e introspettiva, quasi uno scavo profondo all’interno del proprio “io” alla ricerca di verità e certezze.
La rassegna, che sarà introdotta dal critico d’arte Luciano Carini, chiuderà il 17 febbraio.


domenica 30 gennaio 2011

L’arte bonifica del territorio

Nola (NA) - dal 30 gennaio al 30 aprile 2011
L’arte bonifica del territorio


CHIESA SCONSACRATA SS. APOSTOLI
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Via San Felice (80035)
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Eventi in corso nei dintorni

mostra collettiva

vernissage: 30 gennaio 2011.
curatori: Pasquale Lettieri
autori: Aniello Barone, Raffaele Canoro, Peppe Capasso,Fabio Donato, Salvatore Emblema, Mario Franco, Guglielmo Longobardo, Renato Mambor, Hidetoshi Nagasawa, Hermann Nitsch, Luca Maria Patella, Pablo Picasso, Vettor Pisani
genere: arte contemporanea, collettiva
email: pasqualelet@alice.it


L’arte, bonifica del territorio
Nola, dicembre 2010 - aprile 2012

Obiettivo principale di questo progetto è quello di aprire la Città di Nola, pregna di storia e di memorie artistiche, ai processi evolutivi dell’arte contemporanea. Omaggio al passato? Pura espressione fantastica? Ricerca di nuove strade? Le domande, davanti ad un’operazione, così complessa ed affascinante, che vede strettamente connessi gli sperimentalismi della modernità e le memorie del passato, possono essere tante. Certamente sarà utile a dare un contributo alla querelle della definizione dell’arte, come poetica e come tecnica in flagranza del convivere di una gioiosa originalità, che non si ferma davanti a nulla, mettendo in discussione se stessa e tutto, in nome di una emozionalità, sempre in sovra codice, di continua trasformazione, in questa nostra epoca di modernità avanzata, liquida, capace di confrontarsi con tutte le espressioni dell’attività umane, con creatività e spirito di adattamento che nessuna altra epoca ha posseduto, in questa misura.
È una delle dimostrazioni del fatto che noi siamo espressione della cultura mediterranea in perenne situazione di crisi, vissuta nella povertà e nella ricchezza, nella molteplicità e nel pericolo. In questo momento di cambiamenti disordinati, sollecitati dalla crisi economica e istituzionale, dalla spettacolarità della moda, che sono diventati ineliminabili componenti del sistema della cultura. Un ciclo di mostre evocato da questa traccia introduttiva, per proporre l’evoluzione delle tecniche artistiche, storiche, a contatto con i bisogni e le esigenze d’oggi. Una serie di mostre/evento fatte di artisti i cui nomi meritano un’appendice non di maniera, ma assolutamente sentita e necessaria, per una traccia del passato e dell’oggi, a futura memoria. Salvatore Emblema, Renato Mambor, Hidetoshi Nagasawa, Peppe Capasso, Hermann Nitsch, Luca Maria Patella, Pablo Picasso, Vettor Pisani, Fabio Donato, Aniello Barone, Raffaele Canoro, Mario Franco, Guglielmo Longobardo: sono i nomi degli eredi di una tradizione che affonda le proprie radici nel tempo della storia e trova in queste occasioni la possibilità di lavorare sul nuovo, rinsanguando la propria qualità, al di fuori di una ripetizione prestigiosa sicuramente, ma in imminente pericolo di monotonia. L’esito sarà ogni volta inaspettato, dimostrando che in arte, non si volta mai pagina, ma si prende e si dà, senza intermissione, perché ogni invenzione non può fare a meno di un passato, del passato come essenzialità e metafisica del linguaggio, che traduce l’invisibile o il possibile in trama e ordito del nuovo, del fantastico reale.
Questo perché l’arte non è tecnica e basta, ma emblema della civiltà materiale, sublimazione del visibile, nel nome di un progetto artistico di alto profilo, come questo che propongono il Comune di Nola e l’Associazione Museopossibile. Tutto si tiene, come sempre, nel concerto della diversità, della particolarità che è una incommensurabile risorsa ed energia, che esprime un movimento multi direzionale, orientato alla ricerca della qualità, il tutto tenuto insieme nella regia ferma e discreta del curatore, Pasquale Lettieri, il cui pregio maggiore è la trasparenza, la leggerezza, che si mette in scena e mette a disposizione degli altri il proprio effetto di padronanza, che è delicato, rispettoso, armonizzante, quanto deciso e risolutivo.



sabato 29 gennaio 2011

Tullio Fantuzzi - Abitare il sogno

"Parete d'angolo”
Affresco a tecnica mista
(93x81 cm)

Trieste - dal 29 gennaio all'undici febbraio 2011
Tullio Fantuzzi - Abitare il sogno

GALLERIA RETTORI TRIBBIO 2
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Piazza Vecchia 6 (34121)
rettoritribbiots@gmail.com
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Eventi in corso nei dintorni

Magistrale disegnatore d’interni, Tullio Fantuzzi dipinge fin da giovanissimo. Razionalità, buon gusto ed estro fantastico s’intrecciano in queste opere dal taglio inizialmente figurativo, di forte e raffinata valenza materica.
orario: Feriali 10 - 12.30 / 17 - 19.30
Festivi 11 - 12.30
Lunedì chiuso
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 29 gennaio 2011. Ore 18
curatori: Marianna Accerboni
autori: Tullio Fantuzzi
genere: arte contemporanea, personale


Magistrale disegnatore d’interni, Tullio Fantuzzi dipinge fin da giovanissimo, dai tempi in cui frequentava l’Istituto Statale d’Arte “Nordio” di Trieste sotto la guida di maestri storici quali Riccardo Bastianutto per le tecniche pittoriche, Dino Predonzani per la progettazione decorativa delle navi, Girolamo Caramori per l’incisione, Ugo Carà per la plastica, Ladislao De Gauss per il disegno dal vero ecc. Dopo questa fondamentale formazione, nel cui ambito si sono affinati i migliori artisti triestini, il pittore partecipa ai corsi della Scuola Libera di Figura tenuti da Nino Perizi al Museo Revoltella, componendo architetture figurative, in cui il corpo femminile si propone in tutta la sua rigogliosa bellezza. Ma in pittura, campo in cui l’autore ha meritato numerosissimi riconoscimenti, Fantuzzi approccia un altro genere: dipinge abitati silenti e luminosi, le cui forme, sottolineate da caldi cromatismi, proseguono armonicamente nello spazio della cornice. Una laboriosa tecnica ad affresco su intonaco, arricchita da inserzioni in cartone, connota i suoi lavori, in cui il soggetto prediletto, cioè i muri di vecchie case, trasmette al fruitore l’anima di chi vi ha vissuto.
Razionalità, buon gusto ed estro fantastico s’intrecciano in queste opere dal taglio inizialmente figurativo, di forte e raffinata valenza materica: seguendo un percorso di progressiva semplificazione, interpretano il tema e si accostano sempre di più a un contesto che guarda all’astrazione e attualmente si attesta sulla soglia di un armonico minimalismo, in cui l’equilibrio delle parti è spesso sotteso e compendiato da un filo reale, ma nel contempo simbolico, che collega le diverse componenti del quadro, bilanciandone il rapporto.
Sono lavori fantasiosi, vivaci e delicati, caratterizzati appunto da un simbolismo lieve e da colori accattivanti e coinvolgenti, in cui all’intonaco arricchito di pigmenti naturali, declinati generalmente su tela incollata su truciolare, Fantuzzi sa aggiungere la componente ineffabile del sogno.
Marianna Accerboni



Giordano Garuti

Mantova - dal 29 gennaio al 17 febbraio 2011
Giordano Garuti

ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN
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Via Ippolito Nievo 10 (46100)
+39 0376324260
info@sartoriarianna.191.it
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Eventi in corso nei dintorni

Personale del maestro Giordano Garuti, prezioso avvenimento, que-sto che sarà confermato dalla presentazione tenuta dal critico d’arte Renzo Margonari.
orario: Da lunedì a sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30.
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 29 gennaio 2011. ore 17.30
autori: Giordano Garuti
genere: arte contemporanea, personale



Sabato 29 gennaio 2011, la Galleria “Arianna Sartori Arte & object design” di Mantova, in via Ippolito Nievo 10, inaugura la personale del maestro Giordano Garuti, prezioso avvenimento, que-sto che sarà confermato dalla presentazione tenuta dal critico d’arte Renzo Margonari alle ore 17.30.

L’esposizione, curata da Arianna Sartori, rimane aperta al pubblico fino al 17 febbraio, con i seguenti orari: 10.00-12.30 / 16.00-19.30, chiuso festivi.


“…Garuti ormai viaggia entro se stesso. A proposito dei suoi modi pittorici si può denotare che le spruzzatu-re sono in realtà "sbruffi", come li producono gli sciamani a scopo rituale-simbolico; l'inganno ottico di carte stropicciate non consiste in una dotta citazione, ma si rifa, invece, alla necessità di manipolare materialmente il supporto sul quale poi elaborare l'immagine; contare sul fatto che Garuri è artista per istinto e non per cul-tura, e tener presente la sua capacità tecnica derivante da un esperienza manuale ed empirica nella pratica di più svariati materiali. Ha ammirato un grande maestro, ignorato stupidamente dalla maggior parte dei pittori italiani, Corrado Cagli; è stato, a Cremona, uno dei rari amici del più solitario maestro del Fantastico, Sereno Cordani. Dunque egli ha un riferimento nazionale ed uno locale che individuano due artisti per i quali l'eclet-tismo di tecniche e di forme era la pratica costante nella dimostrazione della propria poetica libera da ogni schematismo o pre-concetto. Fatte queste premesse, si deve riservare a ciascuna evidenza una sia pur breve riflessione. Cosi è possibile comprendere perché una pittura in fondo barbarica, talvolta violenta, quasi sem-pre drammatica, per nulla cattivante, spesso cacaclismica, e con delle varianti di tensione che la spingono in opposte direzioni lacerandone l'unità espressiva, risulti tanto affascinante e grandemente empatica. …
La tecnica dell'immagine di Garuti agisce su due piani, dall'imitazione proposta come inganno ottico alla di-retta suggestione emessa dalla materia pittorica autoreferente. Devo rammentare, poiché significativo, che si-mile ampio ventaglio d'esperienza fattiva s'avvale d'una lunga pratica professionale da restauratore rinomato, che pone una base di solidarietà e capacità pratiche non comuni. Pertanto la spontaneità apparente delle sue figurazioni è il risultato di un esercizio liberatorio, non solo manifestazione istintuale. Su questa constatazione si può aprire la pagina delle bipolarità multiple che caratterizzano l'espressività di questo artista dalla duplice cultura, modenese e cremonese.
I suoi dipinti si determinano come superfici che slittano una sull'altra da percepirsi in trasparenza. Gli effetti rocciosi-cartacei, ritrovato appreso dalle sperimentazioni di Cagli, utilizzano la pittura pulviscolare (che fu in-visa a certa critica per molto tempo, accusata di tecnica anodina) adottata occasionalmente anche da Cordani oltre che da pochi altri artisti (tra gli altri, Roberto Grippa); il maestro cremonese, però, l'associava spesso alla lavorazione col pennello. Ibridando la procedura, Garuti, forse inconsciamente, accoglie questo dato ma so-vrapponendo le varie tecniche, così che attraverso l'una si intraveda l'altra. Nel suo lavoro simile le varie tec-niche, così che attraverso l'una si intraveda l'altra. Nel suo lavoro simile procedura acquista un significato del tutto particolare, poiché attraverso la consistenza di questi differenti modi pittorici può trovare il punto di su-tura tra la propria sensibilità europea - portatrice della regola severa derivata dal retaggio estetico greco antico quindi rinascimentale - e la conoscenza profonda dell'arte tribale africana ed estremorientale. La prima è de-terminata dalla calligrafica consistenza del segno. La pittura pulviscolare è una tecnica primordiale: i nostri at-tuali strumenti a pressione d'aria non sono che la moderna versione dell'osso cavo attraverso il quale l'uomo primitivo soffiava polvere colorata sulle pareti delle caverne, e viene ancora usata da popolazioni aborigene. Nell'arte pittorica estremorientale il segno e la macchia, originando una scrittura lungamente premeditata se-condo concetti filosofici esistenziali, si manifestano quasi per forza medianica: anche la pittura di Garuti ha brani determinati da una gestualità che si evidenzia con pennellate ampie, forti, e coaguli materici che ricor-dano l'Action Painting. Tutti questi aspetti convivono in un difficile ma interessante connubio interdipenden-te.
Nell'osservazione delle opere di Garuti un'ulteriore ambivalenza emergente è il coesistere tra soluzioni espres-sive divergenti e anche contrastanti che giungono tut-tavia ad armonizzarsi nella costituzione di una stessa immagine. La barriera normalmente frapposta tra ciò che convenzionalmente chiamiamo astrazione e figura-zione viene saturata. Abbiamo così la dimostrazione per evidenza che nella pratica dell'arte certe insistite convinzioni teoriche hanno sovente scarso significato. Attraverso la pittura pulviscolare con cui determina i caratteri ambientali, assommando la rappresentazione di figure a forme più tradizionalmente delineate, e con-cludendo col dripping,precisa le atmosfere dell'evento lungamente ma velocemente elaborato, Garuti realizza una sorta di sandwich figurale con un particolarissimo sapore. Nel contempo colloca la propria azione immagi-nativa in un territorio dai confini piuttosto indefiniti dove la materia cromatica svolge il doppio ruolo, appun-to, di descrivere e rappresentare le cose, ma anche fissare le atmosfere, dunque con un impiego tradizionale a scopo di "finzione" ma, con altre differenti applicazioni, estrinsecare anche la propria consistenza materiale secondo una visione attuale della funzione stimolatrice di sensazioni che viene attribuita all'identità fisica del mezzo…”.
Renzo Margonari, 2005

"Giordano Garuti, caro artista, che si insinua violentemente in questo movimento, ha una mentalità che non chiede un incontro con il mondo pittorico sul piano della verosimiglianza e della duplicazione (come ormai è facile constatare negli artisti che rifanno il verso a...) bensì della concentrazione sulla libertà della propria ori-ginale azione artistica… Giordano Garuti ha una mentalità che non chiede un incontro col mondo pittorico sul piano della verosimiglianza e della duplicazione bensì della concentrazione sulla libertà della propria origi-nale azione artistica…".
Achille Bonito Oliva

"…Sembra che cerchi di esorcizzare gli incubi patiti nelle oscure peripezie della sua esistenza; sembra liberar-si, e liberare confusamente, ma con una certa energica furia visionaria, i fantasmi delle cose che ha visto, e-manandoli come ectoplasmi salienti a vortice, a fiamma catramosa e tossica… Da qualche tempo è staziona-rio, ha ripreso fiato, e infatti s'è messo a soffiare avanti a sé, a graffiare con spatolate e pennellate sovrappo-ste, queste mappe fumi-ganti dei suoi percorsi caotici…".
Elda Fezzi, 1971

"…È spesso espressionistica con presenze oniriche, sogni tuttavia non astratti e gratuitamente metafisici ma scaturenti sempre da un fondo realistico della vita e della storia, perciò la tua bellissima arte è politica (non panifica) nel senso che rifletti e sottolinei con originalità i nostri drammi le nostre angosce, le nostre malizie. Congratulazioni!"
Ferruccio Monterosso

“…È un atto creativo quello che vediamo, alla fine, il risultato di una germinazione poetica in pittura, la ge-stualità educata dalla conoscenza che si risolve nel gesto dettato da un primigenio istinto di scrittura. Ma non illudiamoci, nulla è casuale nel dipinger garutiano, anzi, tutto è volto ad acquisire un senso rinnovato, scartan-do la banalità e la consuetudinarietà del risaputo. In questo, tutta la pagina attuale altro non è che lo sviluppo, momentaneo e forse non duraturo, di una pittura che c'era già, quella visionaria e parasurreale che ben ab-biamo conosciuto negli ultimi anni di intenso lavoro dell'artista. Ed è, a mio parere, un gran bene che ci sia questo nuovo momento di scrittura, poiché esso equivale ad un ritorno a quelle fonti ispirative che, per un autore a tratti prolifero, sono fondamentali, tuttavia questo non distoglie dal poter in futuro perseguire nuove tracce, nuovi sentieri, nuove modalità.
Il gesto liberatorio ed istintuale sul quale alcuni insistono per condurre la pittura di questo autore più adden-tro ai territori della surrealtà, in realtà è un gesto che, parte "incendiario" ma si realizza "pompier", per para-frasare una celebre affermazione, ovvero parte anarchico ma si disciplina in pittura sorvegliata dalla volontà di essere tale: pittura pura, senza artifici ne furbizie, fatta di puro colore, di puro segno, racchiusa in un solo ge-sto che sta, che si compie nella frazione di un attimo dentro lo spazio e nella misura necessaria al suo com-piersi.
Questa mostra è un atto di pittura pura, senza altro da aggiungere, il che, nella sua magica e magnifica sempli-cità, è l'uno ed il tutto. Andate a vedere questa esposizione affascinante, come solo sanno essere le sfide in cui un autore che ha raggiunto successi nazionali e non solo e una certa autorevolezza sul campo, osa mettersi in gioco, con il coraggio dei folli e dei veri artisti…”.
Tiziana Cordani, 2007


L'artista Giordano Garuti è nato a Modena; vive e lavora a Cremona.
Espone sin dal 1965. Tra i premi vinti ricordiamo nel 1973 il Primo premio d'Arte Contemporanea "II Cava-lietto D'Oro" (MI) e nel 1975 Primo premio "Cavalletto" (medaglia d'oro) Comune di Cremona.



Vittorio Esteban Queirolo

Latina - dal 29 gennaio al 28 febbraio 2011
Vittorio Esteban Queirolo

LIVING BAR
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Via Nino Bixio 33 (04100)
+39 3467915246 , +39 0773280717
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Living Art Exibhition
vernissage: 29 gennaio 2011.
autori: Vittorio Esteban Queirolo
genere: arte contemporanea, personale
email: afont@tiscali.it



Artista cileno, Vittorio Esteban Queirolo nasce a Talcahuano nel 1963. Dopo gli studi effettuati presso la Scuola Italiana "Vittorio Montiglio" di Santiago e successivamente al Collegio Concepciòn, consegue la laurea in Arte alla Pontificia Università Cattolica del Cile. Inizia la sua attività pittorica ed espositiva alla fine degli anni settanta. Nel 1987 inaugura un'importante personale presso l'Istituto Italiano di Cultura in Cile. Seguono oltre trenta mostre monografiche presso atenei, sedi pubbliche e private. Numerosi i premi e i riconoscimenti conseguiti da Queirolo negli anni. Affermatosi sempre più nel panorama delle arti visive sudamericane, ha recentemente partecipato su invito a eventi espositivi in Europa.



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