sabato 13 aprile 2013

Paolo Gobbi


Pordenone - dal 13 aprile all'undici maggio 2013
Paolo Gobbi

LA ROGGIA
Viale Trieste 19 (33170)
+39 0434552174 , +39 0434552174 (fax), +39 3388894652
laroggia@tin.it
www.laroggiapn.it


Mostra - scambio con l'Associazione Arte Fuori Centro di Roma
orario: da martedì a sabato ore 16-19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 13 aprile 2013. ore 11,30
catalogo: in galleria.
autori: Paolo Gobbi
genere: arte contemporanea, personale




comunicato stampa 
Il disegno e la pittura, nelle sue declinazioni più ampie, costituiscono la centralità della mia produzione: non circoscritta nella citazione del passato, ma in costante dialogo con le istanze sperimentali della ricerca artistica contemporanea.
Frammenti minimali di forme e linee, isometrie apparentemente incoerenti, invadono le superfici evocando spazialità architettoniche irreali, grovigli quasi zoomorfi galleggianti in spazi indefiniti: instabili serragli sospesi in una realtà ancora da definire, da scoprire o da reinterpretare.
Paolo Gobbi è nato a San Severino Marche nel 1959. Si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Macerata dove insegna dal 1998. Nel decennio precedente ha svolto attività didattica nelle Accademie di Lecce, Milano, Sassari e Urbino.
Dalla fine degli anni Ottanta ad oggi ha esposto in mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero.

Recenti esposizioni personali e collettive
1999/2000: CONTEMPORANEA Ferentino (FR).
2000: ALLE SOGLIE DEL SACRO Fabriano (AN); FRAMMENTI (personale) Studio Arte Fuori Centro, Roma.
2001: 2° BIENNALE DEL LIBRO D’ARTISTA Cassino (FR).
2002: GODART Museo Laboratorio, Citta’ Sant’ Angelo (PE); OFFICINA SIBILLA Castello della Rancia, Tolentino (MC).
2003: SUL BIANCO (personale) Studio Arte Fuori Centro, Roma;
GODART Museo Laboratorio, Città Sant’ Angelo (PE); 3° BIENNALE DEL LIBRO D’ARTISTA Cassino (FR)
2004: INFINITIVO (personale) Galleria Contemporaneamente arte, Civitanova Marche (MC); Premio MASSENZIO PER L’ARTE, Roma.
2005: IMPORTEXPORT Galleria Bazart, Milano – Palazzo Primavera, Terni – Galleria Installart, Caserta; PASSEGGIATA EFFIMERA area archeologica, Montegrotto Terme (PD);
FLUIDO SILENZIO (personale) Pinacoteca Civica, Macerata; GODART Museo Laboratorio, Città Sant'Angelo (PE).
2006: TRACARTE Museo Civico- Fondazione Banca del Monte, Foggia; Concurso Internacional de Artes Plasticas Associazione culturale “Valentin Ruiz Aznar”, Granada (E);
GODART Museo Laboratorio, Città Sant'Angelo; PASSEGGIATA EFFIMERA 2 Montegrotto Terme (PD); Mail Art Project, Durham (U K).
2007: GODART Museo Laboratorio, Città Sant'Angelo (PE); 13 X 17 Galleria Berengo Studio, Venezia-Murano; INFINITIVO (personale) Spazio Aldo Bruè, Milano.
2008: LA TERRA HA BISOGNO DEGLI UOMINI Sala Bianca, Reggia di Caserta; TRACARTE 2 Fondazione Banca del Monte, Foggia – Neue Sachsischer Kunstverein, Dresda (D) – Galeria BWA Design, Breslavia (PL); LVIII Premio “G. B. Salvi” Sassoferrato (AN).
2009: TRACARTE 3 Fondazione Banca del Monte, Foggia; GODART Museo Laboratorio, Città Sant'Angelo (PE); ARTISTI A PALAZZO Palazzo Borromeo, Cesano Maderno (MI).
2010: LX Premio “G. B. Salvi” Sassoferrato (AN); IN OPERA Palazzo Bonaccorsi, Macerata; IN- TESTO CON-TESTO RI-CONTESTO Civitanova Marche (MC).
2011: OVER FORTY Studio Arte Fuori Centro, Roma; TRACARTE 4 F. Banca Del Monte, Foggia; 54° Biennale di Venezia-Padiglione Italia-Marche Mole Vanvitelliana, Ancona.
2012: LATENTE-MITO-INDEFINITO Palazzo Torfanini, ARTE FIERA OFF, Bologna; PREMIATA OFFICINA TREVANA Palazzo Lucarini Contemporary Trevi (PG); IMPONDERABILI PRESENZE (personale) Studio Arte Fuori Centro, Roma; BORDERLINE Monteciccardo (PU); CARRA'-GOBBI Popsophia, Civitanova Marche (MC).





Dino Castelvecchi - Eruzioni di Vita



Pistoia - dal 13 aprile al primo giugno 2013
Dino Castelvecchi - Eruzioni di Vita

FONDAZIONE MARINO MARINI
Corso Silvano Fedi 30 (51100)
+39 057330285 , +39 057331332 (fax)
fmarini@dada.it
www.fondazionemarinomarini.it


In mostra le opere di Dino Castelvecchi
orario: h 10-18
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 13 aprile 2013. 17.30
curatori: Maria Teresa Tosi
autori: Dino Castelvecchi
genere: arte moderna e contemporanea, arte contemporanea, personale



comunicato stampa 
E’ sempre un’emozione speciale quando incontri un artista che ti racconta la sua arte e devo dire che più è grande il suo pudore nel raccontare il suo lavoro più è ricco e profondo quello che poi si scopre.

La prima domanda che mi viene da porre a Dino Castelvecchi, dopo aver osservato lungamente le sue opere, è:
“Ci sono le steli, tele dedicate allo scorrere del tempo, tele che raccontano la nascita e che “racchiudono” un uovo simbolo di vita, ci sono i vulcani… come nascono questi filoni?”
Dino risponde con semplicità: “tutto è iniziato negli anni Settanta, passeggiando nelle campagne del Chianti. Insieme ai miei bambini, trovavamo conchiglie fossili , da lì è nata tutta la mia ricerca.”

Dunque inizia allora la sua attività creativa?
“No, il mio approccio con l’arte è avvenuto molti anni prima quando ero solo un bambino. Si deve andare molto indietro nel tempo, durante la guerra. Io abitavo in un paesino della Garfagnana e una famiglia di Sesto fiorentino era “sfollata” nella casa vicino alla mia per sfuggire ai bombardamenti. Avevo 7 anni e trascorrevo il tempo guardando affascinato questo anziano signore che era diventato il mio vicino di casa e che passava il tempo dipingendo. Lavorava come decoratore alla Richard Ginori di Sesto e mi regalò i miei primi colori; io iniziai subito a dipingere la natura che vedevo intorno a me, uccellini, fiori, gatti.
La guerra è stata un’esperienza che ha segnato profondamente la mia vita e quella della mia famiglia, trasformandola per sempre.
Dopo il conflitto ci siamo trasferiti a Firenze, la nostra situazione economica era precipitata e noi ragazzi dovevamo guadagnarci da vivere. Mio fratello iniziò a lavorare in una fabbrica di bambole che allora si facevano di cartapesta, è lì che ho iniziato a modellare, a lavorare con la
terza dimensione che poi è ritornata nelle mie opere tanti anni dopo.”

A questo punto Dino mi guarda e quasi sottovoce si confessa ”l’arte per me è una “malattia”, almeno dagli anni Sessanta” Non riuscirei a vivere senza, è un bisogno, è tutta la mia vita.

Arrivato a Firenze è avvenuto il mio incontro con l’arte dei musei fiorentini e con l’arte dei contemporanei, ho guardato molto Picasso che mi ha “scombussolato” per sempre.
Iniziai dunque a lavorare con i fossili e le conchiglie ma la mia estrema timidezza non mi permetteva di diventare un venditore di me stesso. Creavo forme servendomi di inchiostro e pennino e Marcello Innocenti, scopritore di talenti, mi chiese di mostrarglieli e mi organizzò una mostra negli anni ottanta.
Frequentavo la Galleria A per A in via Cavour e in quegli anni mi rinnovavo completamente, avvennero in quel periodo i primi tentativi di estroflessione, volevo uscire dalla tela, la seconda dimensione non mi bastava più, cercavo la volumetria. Andrea del Guercio fu il primo a parlare di questa pittura che definì “aggettante”. Iniziò in quegli anni anche la collaborazione con il gruppo A.R.F. insieme agli artisti Morelli e Vitali.”

Oltre a Picasso a quali altri artisti ha guardato con interesse?
Fontana e Burri mi hanno sempre impressionato. Vidi una mostra di Burri a Firenze, vidi le sue tele nere, quel nero incredibile di Burri, io nel nero mi perderei. Nelle mie opere userei sempre il nero, devo trattenermi per non farlo, in fondo l’idea della morte c’è sempre stata dentro di me. Tutte le mie opere riconducono al concetto della morte: le steli simboleggiano il tempo che scorre ineluttabile. Le opere con l’uovo nascono proprio riflettendo sul ciclo vita/morte, poi l’uovo l’ho infilato ovunque, prima era solo in oro perché la vita è preziosa, poi è diventato in rilievo. , la nascita , l’uovo il rinnovamento della vita sempre presente nella natura. Non sempre la morte è solo morte ma genera vita! “

E i vulcani? Come nasce la tematica dei vulcani?
“Andai sul Vesuvio, in gita con mia moglie e i bambini. Osservai che alla base del vulcano c’è una vegetazione estremamente rigogliosa, un Eden, di nuovo la lava che sembra bruciare tutto porta nuova vita.
In seguito ho voluto vedere anche l’Etna. Queste visite mi hanno sconvolto, mi sono documentato sulle eruzioni, sono fenomeni estremamente affascinanti. La nostra terra è ancora tutta in evoluzione!”

Come sceglie i materiali per realizzare le sue opere?
Le opere nascono in funzione dei materiali che ho a disposizione , in base a quello che trovo creo la forma, è il materiale che mi conduce alla forma.

Ambra Tuci ha intervistato Dino Castelvecchi nel suo studio di Firenze.






Ion Koman - Dimensioni Parallele


Novara - dal 13 aprile all'undici maggio 2013
Ion Koman - Dimensioni Parallele

ROTAROSS
Via Andrea Costa 2/d (28100)
+39 0321392637 , +39 0321392637 (fax)
rotaross@libero.it
www.galleriarotaross.com


Con una selezione di opere originali e uniche l'artista ricerca un linguaggio universale capace di raccontare storie capaci di parlare alla sfera più intima di ciascuno di noi delle favole dello spirito, che rapiscono il pubblico e lo portano in un mondo diverso, poetico e ricco di colori dove le figure e la natura si incontrano, appunto, in una dimensione parallela

biglietti: free admittance
vernissage: 13 aprile 2013. ore 16
catalogo: in galleria.
autori: Ion Koman
genere: arte contemporanea, personale



comunicato stampa 
La Galleria Arte ROTAROSS ospita dal 13 aprile all'11 maggio 2013 la personale “Dimensioni Parallele” dell'artista Ion Koman
Sabato 13 aprile si inaugura la mostra di Ion Koman, “Dimensioni Parallele”, dal 13 aprile al 11 maggio 2013, alla Galleria Rotaross.
Con una selezione di opere originali e uniche l'artista ricerca un linguaggio universale capace di raccontare storie capaci di parlare alla sfera più intima di ciascuno di noi delle favole dello spirito, che rapiscono il pubblico e lo portano in un mondo diverso, poetico e ricco di colori dove le figure e la natura si incontrano, appunto, in una dimensione parallela.


Artista “non conformista”, Ion Koman non si lascia condizionare dagli stereotipi dell'artista errante in cerca di fortuna, ma, a discapito dell'opinione degli altri e senza dimenticare le sue origini, rimane in continua, e quasi ossessiva, ricerca di nuovi linguaggi che lo pongono al di fuori dei canoni classici nel tentativo di trovare una chiave di lettura dell'esistenza umana.


“La figura umana, e particolarmente quella femminile, entra invece prepotente nei quadri di Koman dedicati alle favole dello spirito, che raccontano di paesaggi quasi magici, fatti di case, campagne, alberi, fiori, immersi nel colore e reinventati nella forma dalla fantasia dell’artista, sospesi in un’atmosfera onirica, tra squarci di luce che annunciano l’alba o i rossi e i gialli intensi dei tramonti, esaltati dalla matericità del dipinto”. Così lo definisce il critico d'arte Mauro Ballarè.


Durante l'inaugurazione che si terrà Sabato 13 aprile 2013 nella Galleria Arte Rotaross di Novara sarà offerto un rinfresco e si potrà conoscere l'artista.
Ion Koman, nato nel 1954 a Garaghish (Moldavia), frequenta la facoltà di pittura e disegno della Scuola di Belle Arti “Repin” di Kishinev. Nel 1978 si trasferisce a Mosca dove collabora, in qualità di grafico, per alcune case editrici: Mysl, Detskaya Literatura, Raduga a Mosca e Literatura Artistica a Kishinev. Dal 1987 è membro dell'Unione dei Pittori e dei Grafici di Mosca. Dagli anni novanta la sua attività artistica si svolge in Italia e a Mosca.
Dalla fine degli anni 80 Ion Koman ha esposto in importanti spazi culturali tra Mosca, Svizzera, Francia, Portogallo e Italia,





Annamaria Targher - PianiAlti – AltiPiani: open space

 Annamaria Targher - Uomo che scrive, 2009, olio, pastello grasso e collage su tela, cm 120x145

Lavarone (TN) - dal 13 aprile al 20 settembre 2013
Annamaria Targher - PianiAlti – AltiPiani: open space

MAGNIFICA COMUNITA' DEGLI ALTIPIANI CIMBRI
Frazione Gionghi 107 (38046)
+39 0464/784170 , +39 0464/780899 (fax)
www.altipianicimbri.tn.it


Già sede, in passato, di importanti esposizioni, questo luogo sembra voler continuare così la sua intrinseca vocazione, innalzando, contemporaneamente, un luogo di lavoro a forte impatto decisionale a momento di riflessione sullo stato dell’arte contemporanea.
orario: lun. – ven.: 9.00 – 12.00
merc.: 13.30 – 16.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 13 aprile 2013. ore 18.30
curatori: Karin Cavalieri
autori: Annamaria Targher
patrocini: Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri (TN)
genere: arte contemporanea, personale



comunicato stampa 
All’ultimo piano della struttura in cui è ospitata l’esposizione dell’artista folgaretana Annamaria Targher si trova la nuova sede della Magnifica Comunità degli Altipiani Cimbri: uno spazio la cui concezione architettonica mette in relazione continua la pragmatica suddivisione in vani, tanto da determinare, a tutti gli effetti, un vero e proprio open space. Un ambiente aperto in cui le varie competenze relegate ai vari uffici trovano compimento nel loro mettersi in relazione, nelle loro visibilità e trasparenza.
Già sede, in passato, di importanti esposizioni, questo luogo sembra voler continuare così la sua intrinseca vocazione, innalzando, contemporaneamente, un luogo di lavoro a forte impatto decisionale a momento di riflessione sullo stato dell’arte contemporanea attraverso la lettura che ne può dare una rappresentante di quella comunità che questa sede tenta di incarnare.

L’artista ha così pensato di proporre tre riflessioni nelle opere dislocate nei diversi ambienti e visibili, però, in un colpo d’occhio solo. Una legata all’armonia che si auspicherebbe negli ambienti lavorativi: la serie Flowers, implementata con l’aggiunta di lavori inediti fatti nell’anno in corso. Un’altra più realistica e, quindi, mimetica: persone al lavoro, alla scrivania edulcorate, però, in colori vivaci e sostenute da un segno imperterrito che sembra poter prospettare una fuga. L’ultima, più ludica e prepotentemente identitaria: Capre della contemporaneità che collimano con la dimensione umana. Quest’ultima serie, presentata nella sua interezza nel 2012, ha visto la collaborazione di un allevatore locale nella definizione caratteriale e comportamentale dell’animale. A tutti gli effetti, le Capre altro non sono che dei tentativi di auto - ritrarsi da parte dell’artista che ravvisa in questa specie un carattere tenace ed estremamente solidale: delle peculiarità che Annamaria Targher vorrebbe fossero anche proprie e, perché no, di tutti.







Pietro Spica - Florence & Tuscany: Spica..analisi in technicolor

 Pietro Spica: Florence & Tuscany 

Firenze - dal 13 aprile all'undici maggio 2013
Pietro Spica - Florence & Tuscany: Spica..analisi in technicolor

BABELE ARTE LIBRI EVENTI
Via Delle Belle Donne 41r (50123)
+39 055283312
babele@babelefirenze.com
www.babelefirenze.com


Una mostra che porta la primavera nel cuore, attraverso un percorso magico dedicato ai viaggiatori curiosi e sognatori.Ogni tavola è un universo di colori e una giostra di forme, un gioco di prospettive e un rincorrersi di orizzonti.
orario: dal martedì al sabato, dalle ore 10.30 alle 19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 13 aprile 2013. h 17.30
catalogo: in galleria. Portfolio Florence & Tuscany: un’edizione limitata in centoventi esemplari numerati e firmati dall’a
curatori: Laura Accordi
autori: Pietro Spica
genere: arte contemporanea, presentazione, personale, disegno e grafica




comunicato stampa 
Comunicato Stampa

Una mostra che porta la primavera nel cuore, attraverso un percorso magico dedicato ai viaggiatori curiosi e sognatori. Questo e altro ancora è “Florence & Tuscany: Spica…analisi in technicolor”: l’incantevole rassegna in programma dal 13 Aprile all’11 Maggio 2013 alla Galleria-Libreria d’Arte Babele.

Inaugurazione, alla presenza dell’artista Piero Spica, sabato 13 Aprile alle ore 17.30 (Firenze - via delle Belle Donne 41/r).
In questa occasione sarà anche presentato il nuovo portfolio “Florence & Tuscany” della serie Viaggio in Italia per Babele Edizioni.

Con gusto impeccabile, Laura Accordi propone dunque nella sua Galleria questo stravagante diario di viaggio, che ripercorre i luoghi più belli della Toscana, in trenta disegni originali realizzati a china e acquerello.

“Gli acquerelli di Pietro Spica - spiega la curatrice della mostra - rappresentano la chiave di accesso a un mondo onirico e fantastico, molto lontano dalla grigia quotidianità e dalla realtà frustrante che stiamo vivendo oggi”.

Ogni tavola è un universo di colori e una giostra di forme, un gioco di prospettive e un rincorrersi di orizzonti. Sono paesaggi senza tempo, gioiosi e spumeggianti, quanto il carattere stesso dell’artista, a cui piace giocare con i ricordi: le immagini scorrono, danzano, si sovrappongono, si sdoppiano e si riflettono in un caleidoscopico incontro di colori e di forme.

Ispirate ad antiche stampe che raffigurano luoghi noti di Firenze e della Toscana e ai suoi ripetuti viaggi in zona, le immagini di Spica sono astrazioni che prendono forma, visioni che rincorrono altre visioni, in un vortice di ricordi, che si espandono e si sciolgono come l’acqua che scorre: fonte di giovinezza, in cui immergersi per riacquistare il vigore e la forza perduta.

“Candido e istintivo, quello di Spica si potrebbe definire uno stile naif - continua Accordi - ma nelle sue opere le citazioni colte non mancano, così come fortemente consolidata è la sua conoscenza artistica e umanistica e la sua padronanza delle tecniche pittoriche”.
“Pietro Spica - conclude Laura Accordi - dipinge con l’entusiasmo e il candore del fanciullo, ricorda la penna magica di Antoine de Saint-Exupéry e l’energico cromatismo matissiano. Il suo stile giocoso, accattivante e di facile lettura risveglia il fanciullino sopito in noi, permettendoci così di considerare la realtà secondo una prospettiva diversa”.

Nipote di Gianni Dova, uno dei fondatori del movimento spazialista italiano, Pietro Spica è un artista curioso della vita e del mondo. Ha viaggiato molto e in modo avventuroso, in Afghanistan, India, Brasile, Colombia, Perù, Ecuador, Messico e Marocco e ha trascorso lunghi periodi negli Stati Uniti e nelle Isole Baleari.
Da ogni viaggio, ha riportato impressioni e stimoli diversi, che hanno profondamente inciso sulla sua tecnica espressiva, dando alla sua arte un carattere peculiare, denso di suggestioni tratte dall’incontro con tradizioni figurative di culture diverse.

Pietro Spica ha collaborato con Bruno Munari, artista e pedagogo, per il quale ha illustrato il libro per bambini Coloriamo le nuvole e sue sono anche le illustrazioni delle Fiabe Italiane di Italo Calvino e di Mattia e il nonno di Roberto Piumini.
Le sue opere, dai colori brillanti e dalle linee morbide, sono esposte in diverse gallerie italiane e statunitensi e sono presenti in numerose collezioni in Europa e in America.


Accanto agli acquerelli di Pietro Spica, la mostra propone il portfolio Florence & Tuscany: un’edizione limitata in centoventi esemplari numerati e firmati dall’artista, più una tiratura di venticinque esemplari numerati in numeri romani, contenente dodici tavole; un suggestivo viaggio fra le meraviglie della Toscana: Siena, Lucca, Pisa, ma anche Monteriggioni, San Giminiano e San Quirico d’Orcia.

Florence & Tuscany è il secondo portfolio della serie “Viaggio in Italia” (dopo Visioni della Maremma Toscana) edito da Babele Edizioni.



La mostra PIETRO SPICA - Florence & Tuscany: Spica…analisi in technicolor” seguirà il seguente orario: dal martedì al sabato, dalle ore 10.30 alle 19.30. L’ingresso è gratuito.


Per informazioni – Carlo Gattai - telefono 337 677 116 - 055 283312.
press@babelefirenze.com - www.babelefirenze.com.






Aldo Mondino - Tappeti stesi e appesi


Firenze - dal 13 aprile al 20 giugno 2013
Aldo Mondino - Tappeti stesi e appesi

SANTO FICARA
Via Ghibellina 164r (50122)
+39 0552340239 , +39 0552269190 (fax)
info@santoficara.it
www.santoficara.it


In collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino e con la cura di Marco Meneguzzo, sabato 13 aprile inaugura la mostra di Aldo Mondino Tappeti stesi e appesi alla Galleria Santo Ficara di Firenze.
Fino al 20 giugno sono esposti i lavori incentrati sul concetto di “nuovo esotismo” uno dei temi più frequentati nella lunga e multiforme attività dell’artista torinese, scomparso nel 2005.
orario: da lunedì a sabato, ore 10–12.30 | 15.30–19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 13 aprile 2013. h 11
editoreCARLO CAMBI
ufficio stampaNORA COMUNICAZIONE
curatori: Marco Meneguzzo
autori: Aldo Mondino
genere: arte contemporanea, personale, arti decorative e industriali




comunicato stampa 
In collaborazione con l’Archivio Aldo Mondino e con la cura di Marco Meneguzzo, sabato 13 aprile inaugura la mostra di Aldo Mondino Tappeti stesi e appesi alla Galleria Santo Ficara di Firenze.
Fino al 20 giugno sono esposti i lavori incentrati sul concetto di “nuovo esotismo” uno dei temi più frequentati nella lunga e multiforme attività dell’artista torinese, scomparso nel 2005.
In mostra, oltre ad alcuni gioielli dai soggetti orientaleggianti, il ciclo di opere dei cosiddetti “tappeti stesi” - simulacri di tappeti, di fatto dipinti su telai e superfici sagomate -, delle “Turcate” - chiaro riferimento al folklore turco, con particolare riguardo alle forme culturali e visive della setta dei Dervisci, ma anche all’artista Giulio Turcato -, dei “ritratti” di ambientazione araba, e culmina con il rifacimento di “Mekka Mokka” (1988), una sorta di tappeto-mandala realizzato con l’utilizzo di 50 chili di caffè in grani su carta da spolvero.

Questa produzione di Mondino, che data all’incirca dal 1980 -il primo “tappeto steso” è infatti di quell’anno-, affronta, in tempi non sospetti, il tema della globalizzazione partendo da un apparente ritorno all’“esotismo”, quella corrente pittorica ottocentesca di cui Mondino adotta parzialmente anche la veste pittorica. Di fatto, si tratta di un’operazione che riesce a coniugare il piacere della pittura con la percezione chiara di un mutamento culturale in atto, di uno spostamento evidente del centro d’interesse mondiale verso culture considerate, appunto, “esotiche”, nonché con una serie di citazioni artistiche colte, tipiche dell’artista, in primis quella della produzione orientalista di Delacroix.
Un catalogo illustrato e con un saggio del curatore, edito da Carlo Cambi Editore, accompagna la mostra.

Cenni biografici
Aldo Mondino è nato a Torino nel 1938, dove è morto nel 2005. Nel 1959 si trasferisce a Parigi dove frequenta l’atelier di William Heyter, l’Ecole du Louvre e il corso di mosaico dell’Accademia di Belle Arti con Severini e Licata. Nel 1960, rientrato in Italia, inizia la sua attività espositiva alla Galleria L’Immagine di Torino (1961) e alla Galleria Alfa di Venezia (1962). L’incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, risulta fondamentale per la sua carriera artistica, con un sodalizio tuttora esistente. Importanti personali vengono presentate anche presso la Galleria Stein di Torino, lo Studio Marconi di Milano, la Galleria La Salita di Roma, la Galleria Paludetto di Torino.
Tra le principali mostre si ricordano le due partecipazioni alle Biennali di Venezia del 1976 e del 1993, le personali al Museum für Moderne Kunst-Palais Lichtenstein di Vienna (1991), al Suthanamet Museo Topkapi di Istanbul (1992, 1996), al Museo Ebraico di Bologna (1995), alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Trento (2000). Le sue opere appartengono alle collezioni permanenti dei più importanti Musei nazionali ed internazionali ed a numerose collezioni private.






Niccolò Mandelli Contegni/ Alberto Zamboni - Ritorni


Daverio (VA) - dal 13 aprile al 16 giugno 2013

Niccolò Mandelli Contegni/ Alberto Zamboni - Ritorni


Alberto Zamboni

MOROTTI ARTE CONTEMPORANEA
Piazza Monte Grappa 9 (21020)
+39 0332947123
info@morottiarte.it
www.morottiarte.it


. Il viaggio è il tema che ricorre sia nelle sculture di Nicolò Mandelli Contegni sia nei quadri di Alberto Zamboni. Un viaggio nel tempo che ci riporta alla nostra primitività e un viaggio introspettivo ,attraverso le rarefatte atmosfere della psiche.
orario: da martedi a sabato 10-12,30-15,00-19,00
domenica 15,00-19,00
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 13 aprile 2013. dalle ore 17,00
catalogo: in galleria. A cura di Monica Morotti
curatori: Vittoria Broggini
autori: Niccolò Mandelli ContegniAlberto Zamboni
genere: arte contemporanea, doppia personale


comunicato stampa 
Da Morotti Arte Contemporanea la mostra Ritorni mette in dialogo le opere pittoriche di Alberto Zamboni con le sculture di Niccolò Mandelli Contegni.
Alberto Zamboni e Niccolò Mandelli Contegni, pur nella assoluta differenza estetico-formale delle opere, si pongono entrambi la questione dell’esistenza, cercando l’uno lo spazio della manifestazione dell’essere e l’altro fissando le forme della sua struttura.
Distinte vie del pensiero si traducono in altrettante esperienze artistiche, accomunate dalla necessità del confronto diretto e tangibile con la materia del proprio lavoro. Nel caso di Zamboni la pittura, ovvero il lungo lavoro di velature e stratificazioni cromatiche, l’infinito sovrapporsi di stesure e colature di colore per creare uno spazio di “emergenza”. Nel caso di Mandelli Contegni la scultura, che, per forza di levare e levigare, individua e stabilisce una forma essenziale, originaria e definitiva insieme.
Nelle immagini di Alberto Zamboni è raccontata l’esistenza nella sua idea di “transito”, di “mutevolezza” e di “divenire” attraverso la rappresentazione di luoghi incerti topologicamente, non chiaramente riconoscibili (se non come paesaggi atmosferici), dove l’uomo è un addensamento della stessa consistenza acquea e indefinita del paesaggio di cui è parte.
Le opere di Niccolò Mandelli Contegni intrecciano l’equilibrio delle forme e dei volumi con la storia e la qualità dei materiali, legno e ferro, e sembrano trattenere un’idea di “permanenza dell’essere” e “arcaicità”. Le sculture dell’artista evocano, in senso plastico, immagini originarie come quella del nodo o più semplicemente della catena, considerati simboli degli stati dell’essere.





Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...