
MILANO, PALAZZO REALE
15 OTTOBRE 2009 > 25 GENNAIO 2010
a cura di: Carter Foster
In collaborazione con il Whitney Museum of American Art, New York
Edward Hopper, Morning sun, 1952
Columbus, Columbus Museum of Art

Notizie d'avvenimenti artistici, mostre d'Arte.
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MILANO, PALAZZO REALE
15 OTTOBRE 2009 > 25 GENNAIO 2010
a cura di: Carter Foster
In collaborazione con il Whitney Museum of American Art, New York
Edward Hopper, Morning sun, 1952
Columbus, Columbus Museum of Art

NEROCUBO PER NON VEDERE TUTTO NERO
Nella Valle dell’Adige svetta un nuovissimo quattro stelle: il Nerocubohotel di Rovereto, dimora temporanea per tutti gli ospiti curiosi. Casa sicura e permanente per otto artisti contemporanei. E soprattutto non il solito art hotel. “Exibart” ne ha parlato con Paolo Pedri, immobiliarista e collezionista. Che gli imprenditori ci stiano dicendo che si può veder nero in senso positivo?
Un hotel innovativo, forziere per opere d’arte. Com’è nato il progetto? Quali sfide avete affrontato?MIRÓILLUSTRATORE
15 marzo-14 giugno
Mostra a cura di Michele Tavola
INAUGURAZIONE
Domenica 15 marzo ore 15.30
Dopo l'interesse suscitato dalla mostra Matisse illustratore, l'Assessorato alle Politiche culturali della Città di Carpi, con il contributo di Banca Mediolanum, propone un altro appuntamento di grande qualità all'interno dello spazio espositivo della Biblioteca Multimediale A. Loria, all'insegna della scoperta del libro d'artista. Protagonista della mostra sarà il celeberrimo esponente del surrealismo spagnolo Joan Miró.
Dal 15 marzo al 14 giugno verranno presentate circa 90 opere grafiche originali di questo maestro del ventesimo secolo. Nella vasta e articolata produzione artistica di Miró, che esplorò tutte le tecniche della pittura, del disegno, della scultura e della grafica d'arte, i libri illustrati ricoprono un ruolo di fondamentale importanza, pur essendo, ancora oggi, l'aspetto della sua attività meno noto al grande pubblico. La mostra di Carpi, infatti, costituisce un evento inedito in Italia nell'ottica di fornire una visione ancor più approfondita dell'opera del maestro di Barcellona.
Le coloratissime litografie e le raffinate incisioni create per illustrare i suoi libri sono di straordinario impatto visivo. Uno dei punti di forza di questa mostra, ricca di esemplari rari e preziosi, è il Parler seul (1948-1959), in cui le poesie composte in manicomio da Tristan Tzara e le splendide forme di Miró si intrecciano e dialogano sulla pagina. Tra i numerosi libri da cui verranno tratte le opere presentate al pubblico, merita una menzione lo spettacolare Album 19, introdotto da un testo appositamente scritto da Raymond Queneau e pubblicato nel 1961 da Aimé Maeght, mercante ed editore di fiducia del nostro artista.
Parte integrante dell'esposizione è il catalogo edito da ETS (Pisa) e curato da Michele Tavola, che raccoglie originali contributi critici dello stesso Tavola e della studiosa Chiara Gatti, le schede descrittive di tutte le opere esposte (provenienti da collezioni italiane e francesi) oltre a un'intervista all'artista Valerio Adami.
Durante il periodo d'apertura è stato inoltre organizzato un ricco programma di eventi collaterali che consentiranno al pubblico di conoscere e sperimentare la ricchezza di stimoli culturali che Miró può trasmettere a chi si abbandona ai suoi stimoli. Visite guidate, laboratori e performance creative per famiglie e adulti accompagneranno il visitatore oltre la visione delle opere, per un'esperienza completa in grado di trascinare, pennelli alla mano, dentro la potenza espressiva di questo grande artista la cui poetica è moderna in ogni tempo ed oggi, forse, più attuale che mai.


La città di Ferrara ospita in questi giorni, presso le sale del prestigioso “Palazzo dei Diamanti”, una vasta mostra di opere del pittore inglese Joseph Mallord William Turner. Questo straordinario artista, fra i più rappresentativi della corrente “romantica”, già noto nella sua nazione ad iniziare dai primi anni dell’800, come avvenuto per tantissimi suoi connazionali, pittori anch’essi, ma anche scrittori e poeti, vennero attratti dalle atmosfere mediterranee ed in particolar modo dall’Italia, ricca di monumenti, paesaggi illuminati da una splendida luce, quella luminosità assente in Inghilterra, particolare che si riscontra facilmente nei dipinti di Turner, belli, ma come chiusi in un intimismo triste, come peraltro insito diffuso nella prosa e nella poesia.
Come lui, numerosi artisti inglesi e tedeschi, affrontarono un viaggio disagevole per godere delle bellezze monumentali, naturali e paesaggistiche del “Bel Paese”, dando vita ad un vero e proprio pellegrinaggio “laico”. La loro “fede” fu premiata perché dal loro peregrinare nacquero delle opere, pittoriche e letterarie sublimi; nell’osservare quei dipinti e nel leggere i componimenti letterari, si ha la straordinaria sensazione di assistere ad un fenomeno di trasmigrazione, in anime commosse, ma spente sentimentalmente, dell’atmosfera vivificante di una natura quella italiana, varia nelle forme e nei colori e che emanava un fluido di commovente liricità che andava a rinvigorire la vita a dei talenti già in itinere, avidi di assorbire atmosfere o luminosità quale indispensabile completamento al dischiudersi a nuova vita.
Indubbiamente la formazione artistica di Turner risente in modo determinante dall’osservazione dei “Grandi” della nostra pittura quali Tiziano e Veronese, solo per citarne alcuni.
Il suo primo “contatto” con l’atmosfera italiana avvenne contemplando i paesaggi alpini, forse quelli più vicini al suo sentire il colore, il candore delle nevi rende tutto come ammantato da luce viva, ma prossima ad un caldo tramonto.
Nei suoi viaggi successivi Turner scoprì una realtà forse immaginata, intuita, ma resa realmente godibile da una immersione totale nell’abbagliante e vivificante lucore del sole mediterraneo.
Visitò Venezia e ne rimase stregato, nella città lagunare creò le sue opere più importanti; quindi Roma e Napoli e tornato a Londra espose un’opera di grande formato dal titolo “Roma vista dal Vaticano” (1820) che oggi può essere ammirata alla “Tate” di Londra, in questa opera la Città Eterna appare in tutta la sua grandiosità non solo architettonica, immersa in una luminosità solare che la rende dorata, una caratteristica che è commovente ed osservabile nei dipinti della “Scuola Romana”.
In questo periodo e nei viaggi successivi e sempre più frequente che Turner effettuerà nel nostro Paese, avverrà la definitiva maturazione stilistica che culminerà in opere di stile profondamente lontano dalle atmosfere delle sue iniziali realizzazioni, sempre a Roma dipingerà degli acquerelli di bellezza e liricità commoventi, e dipinti come “Roma Moderna” e “Campo Vaccina”.
La mostra ferrarese è completata da due sezioni dedicate agli ultimi anni dell’attività del pittore, allorché Turner, ormai artisticamente ed emotivamente pronto ad una visione del tutto personale del dipingere, abbandonò gli antichi dettami dell’arte come consolidata tendenza in più di quattro secoli e diede vita a delle creazioni assolutamente originali nel cromatismo e nella visione architettonica e naturalistica.
Determinante per Turner fu comunque il soggiorno veneziano che lo convertì definitivamente alla luminosità ed all’armonia delle forme, influenza che non si esaurì al suo ritorno in Inghilterra dove i suoi quadri risentirono e con evidenza dei colori e delle atmosfere mediterranee e lagunari.
Questa esauriente e prestigiosa mostra è stata curata da James Hamilton realizzata grazie a “Ferrara Arte” e alla “National Gallery of Scotland di Edimburgo, in collaborazione con lo Szépmùvészeti Mùzeum, di Budapest.
Orario: aperto tutti i giorni, feriali e festivi dalle ore 9,00 alle 19,00.
La mostra si concluderà il 22.02.2009.