venerdì 26 ottobre 2012

Gabriele Basilico - Bord de mer


Napoli - dal 27 ottobre 2012 al 6 gennaio 2013
Gabriele Basilico - Bord de mer

MUSEO PRINCIPE DIEGO ARAGONA PIGNATELLI CORTES
Riviera Di Chiaia 200 (80121)
+39 0817612356 , +39 081669675 (fax)
sspsae-na.pignatelli@beniculturali.it
www.polomusealenapoli.beniculturali.it


La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e gli Incontri Internazionali d’Arte, dedicano a Gabriele Basilico la mostra dal titolo “Bord de mer”, a cura di Achille Bonito Oliva, con il progetto scientifico e il coordinamento di Umberto Zanetti.
orario: tutti i giorni dalle 10.00 alle 14,00 - Chiuso martedì.-La biglietteria chiude un’ora prima.
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: euro 2
vernissage: 27 ottobre 2012. ore 11.00
catalogo: in galleria. Baldini Castoldi Dalai
ufficio stampa: Soprintendenza, Simona Golia tel. 081 2294478 fax 081 2294498
e-mail sspsae-na.uffstampa@beniculturali.it
Incontri Internazionali d’Arte, Gabriella Lambusta tel. 06 68804009
e-mail incarte@tin.it
curatori: Achille Bonito Oliva
autori: Gabriele Basilico
genere: fotografia, personale

comunicato stampa 
La Soprintendenza Speciale per il Patrimonio storico, artistico, etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Napoli e gli Incontri Internazionali d’Arte, dedicano a Gabriele Basilico la mostra dal titolo “Bord de mer”, a cura di Achille Bonito Oliva, con il progetto scientifico e il coordinamento di Umberto Zanetti.

Tra i maestri indiscussi della fotografia contemporanea, Gabriele Basilico ha esordito alla fine degli anni Settanta con il lavoro Milano ritratti di fabbriche avente per soggetto la periferia industriale del capoluogo lombardo. Da allora la sua ricerca si è concentrata sulla metamorfosi del paesaggio urbano, sulla forma e l’identità della metropoli, producendo mostre e libri tra i quali Porti di mare (1990), Beirut (1991), L’esperienza dei luoghi (1994), Italy, cross sections of a country (1998), Berlino (2000), Istanbul (2010), Mosca verticale (2008), Shanghai (2010), Rio (2011).

Nel 1984-85, Gabriele Basilico viene invitato dal Governo francese a partecipare alla “Mission Photographique de la D.A.T.A.R.” (Délégation à l’Aménegement du Territoire et à l’Action Régionale), un imponente progetto che coinvolgeva un gruppo internazionale di fotografi chiamati a documentare e a interpretare le trasformazioni del paesaggio francese.
Da questa esperienza nasce nel 1990 il volume “Bord de mer”, di cui la mostra ospitata nelle sale di Villa Pignatelli offre la più completa e ricca testimonianza. Attraverso una selezione di 27 fotografie di grande formato che ripropongono paesaggi già esposti in altre occasioni e ben noti e apprezzati dal pubblico e dalla critica internazionale e 65 vintage prints fino ad oggi inedite ed appositamente scelte dall’autore per questa mostra, è possibile ripercorrere le tappe di un lungo viaggio lungo le coste del Mare del Nord, dal confine con il Belgio fino al confine con la Bretagna, tra Normandia, Picardia e Nord-Pas de Calais.

Questo lavoro segna una momento importante nella carriera del fotografo milanese, che sembra scoprire un nuovo atteggiamento “contemplativo” verso il paesaggio che gli consente di cogliere nell’immagine tutti i particolari fino alla complessità delle cose che il paesaggio può restituire.
«La distribuzione dei ruoli», sottolinea il curatore, «assegna all’artista il posto dello sguardo eccentrico ed al fotografo quello dello sguardo statistico, all'arte il privilegio di assecondare la malattia della soggettività e alla fotografia il compito di sviluppare l'impossibile atteggiamento dell'impassibilità e della neutralità. Gabriele Basilico che pratica da molti anni una tangenza con il mondo dell'arte e dell’architettura, capovolge questo luogo comune e introduce nell'ambito dell'immagine fotografica la torsione che appartiene alla storia della pittura, adoperando rigorosamente gli strumenti del linguaggio fotografico (…). Basilico tende sempre a dimostrare che la realtà è complessa, sezionabile quanto si vuole ma mai annullabile. Anche per merito di una metafisica dello sguardo». Ed è questo sguardo che nella minuziosa descrizione delle geometrie urbane e naturali di Boulogne, Calais, Étaples, Dunkerque, Le Havre, Crotroy, Fécamp, Le Tréport, Ault, riesce a catturare la vita silenziosa, l’atmosfera, la luce, le ombre dei luoghi, restituendoli nella loro interezza e globalità.

In occasione della mostra verrà pubblicato presso la casa editrice Baldini Castoldi Dalai editore di Milano un nuovo volume intitolato “Bord de mer”, che racchiuderà anche queste immagini mai presentate al pubblico in precedenza.


Franco Saiano - Fantasie di juta

Uccelli nel caos

Mantova - dal 27 ottobre all'otto novembre 2012
Franco Saiano - Fantasie di juta

ARIANNA SARTORI ARTE & OBJECT DESIGN
Via Ippolito Nievo 10 (46100)
+39 0376324260
info@sartoriarianna.191.it


La Galleria “Arianna Sartori - Arte & object design” di Mantova, nella sede di via Cappello 17, dal 27 ottobre all’8 novembre 2012, presenta la mostra personale dell’artista palermitano Franco Saiano, dal titolo “Fantasie di juta”.
orario: dal lunedì al sabato 10.00-12.30 / 16.00-19.30, chiuso festivi
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 27 ottobre 2012. ore 17.30
curatori: Arianna Sartori, Cesare Taffa
autori: Franco Saiano
genere: arte contemporanea, personale

comunicato stampa 
La Galleria “Arianna Sartori - Arte & object design” di Mantova, nella sede di via Cappello 17, dal 27 ottobre all’8 novembre 2012, presenta la mostra personale dell’artista palermitano Franco Saiano, dal titolo “Fantasie di juta”.
La mostra, si inaugurerà Sabato 27 ottobre alle ore 17.30, con presentazione dell’architetto Cesare Taffa, alla presenza dell’artista.
Seguirà brindisi.


Viaggio tra colori, ricordi, apparizioni e contorsioni della fantasia.
Il viaggio vede, come mezzo protagonista, la Juta, non trattata con nessun tipo di sottofondo, capace di condizionare e imporre regole ai percorsi della fantasia con la sua trama larga, difficile da coprire, con un colore di fondo che stravolge le sfumature ed i toni. Per cercare di dominare un così difficile supporto, la tecnica prescelta è abbastanza inusuale, ovvero i pastelli ad olio: questi, corposi e malleabili, si spalmano sulla tela con strati a volte densi e a volte quasi trasparenti. La fantasia, stimolata da supporto e pastelli, costruisce dei percorsi mentali a volte incomprensibili, dove la decorazione predomina su soggetti evanescenti che, stretti in una morsa che li attanaglia di colore e motivi decorativi, tendono ad apparire essi stessi decorazione. Altre volte un tema decorativo è smontato e ricomposto, manipolato in libere associazioni di idee. Il tutto è la ricerca di un messaggio forte, a volte sconvolgente, che incuriosisca, anche sconcertando.

Franco Saiano nasce, vive e lavora a Palermo.
Architetto per professione, disegnatore per passione. Disegnare è per lui un istinto irrefrenabile, canale di sfogo per angosce, traumi, delusioni, paure, ma anche gioia e felicità. La curiosità spinge verso diverse tecniche: la china ed il carboncino, i pastelli ad olio e a cera, le crete colorate, i colori acrilici e ad olio. Poi le sperimentazioni sulla Juta, occasione per dare libero sfogo alla fantasia, che diventa oggetto, di recente, di alcune mostre.


Pino Pinelli - Incognita e quanta


Lucca - dal 27 ottobre al 15 dicembre 2012
Pino Pinelli - Incognita e quanta

CLAUDIO POLESCHI ARTECONTEMPORANEA
Via Santa Giustina 21 (55100)
+39 0583469490 , +39 0583471464 (fax)
info@claudiopoleschi.com
www.claudiopoleschi.com


L'artista realizzerà una disseminazione monumentale appositamente concepita per le grandi pareti centrali della chiesa sconsacrata di San Matteo, presentando contemporaneamente altre opere nell'abside e in galleria.
orario: dal lunedì al venerdì 10-13; 15.30-19.30
sabato 10-13
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 27 ottobre 2012. h 18
catalogo: in galleria.
curatori: Bruno Corà
autori: Pino Pinelli
note: anche nella Chiesa di San Matteo,

Piazza San Matteo 3, Lucca
genere: arte contemporanea, personale
web: www.pinopinelli.it

comunicato stampa 
Claudio Poleschi Arte Contemporanea è lieta di annunciare "Incognita e quanta", mostra personale di Pino Pinelli, in via Santa Giustina 21 e nella chiesa adiacente di San Matteo, a Lucca.

La mostra, a cura da Bruno Corà, verrà inaugurata sabato 27 ottobre 2012, alle ore 18.00.

L'artista realizzerà una disseminazione monumentale appositamente concepita per le grandi pareti centrali della chiesa sconsacrata di San Matteo, presentando contemporaneamente altre opere nell'abside e in galleria.

Dagli inizi degli Anni Settanta, il lavoro di Pino Pinelli, è paragonabile a un lungo processo di riflessione sulle ragioni profonde del fare pittura.

Dal 1976, procedendo per sottrazione, elimina la cornice e riduce la pittura alla sua nuda semplicità geometrica e monocroma, allontanandosi da una concezione della pittura come immagine e come sorta di finestra su un altro mondo.

Frantumando da allora il quadro tradizionale, Pinelli lascia che la pittura, ridotta a frammento e grumo di colore, ritorni tutt'una con le pareti e lo spazio ambientale da cui arbitrariamente veniva separata.

Il muro entra così a far parte dell'opera e il frammento, a sua volta, si ricompone sul muro in un tutto integrale.



Le opere di Pinelli, dunque, disseminate nello spazio, vivono attraverso il coinvolgimento diretto dello spettatore in una sorta di esperienza totale della mente e dei sensi nel qui ed ora di una realtà riunita e riconquistata.



In occasione della mostra verrà pubblicato un catalogo con un saggio critico introduttivo di Bruno Corà e apparati bio-bibliografici sull'artista.



Pinelli, nato a Catania nel 1938, vive e lavora a Milano.


Hans Richter - Dare una chance al caso. Opere 1940-1970 e film 1921-1961

"Rhythmus 25" serigrafia su acetato e cartoncino 1967

Livorno - dal 27 ottobre al 30 novembre 2012
Hans Richter - Dare una chance al caso. Opere 1940-1970 e film 1921-1961

GALLERIA PECCOLO
Piazza Della Repubblica 12 (57123)
+39 0586888509 , +39 0586888509 (fax)
galleriapeccolo@libero.it


una mostra omaggio ad Hans Richter uno dei fondatori del Dadaismo. In mostra dipinti,disegni e gouache dal 1940 al 1970 e una breve rassegna dei suoi film dal famoso film astratto "Rhythmus 21" del 1921 fino a "Dadascope" del 1961.
orario: 10-13/16-20 Lunedì mattina e festivi esclusi.
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 27 ottobre 2012. ore 18
catalogo: a cura di Arturo Schwarz, Sandro Ricaldone. Edizioni Peccolo
curatori: ARTURO SCHWARZ
autori: Hans Richter
genere: arte contemporanea, personale

comunicato stampa 
EDIZIONI e GALLERIA

ROBERTO PECCOLO

Piazza Repubblica 12

I-57123 LIVORNO (Italy)

tel/fax. 0586.88.85.09

galleriapeccolo@libero.it



HANS RICHTER

opere 1940-1970 e film 1921-1961



Inaugurazione: sabato 27 ottobre 2012 alle ore 18,00

Mostra n. 356

Periodo espositivo: da sabato 27 ottobre al 30 novembre 2012

Orari di apertura: h. 10/13 – 16/20 esclusi festivi e lunedì.



"Dare una chance al caso" seguendo questa massima che ha accompagnato tutta la sua vita artistica, Hans Richter (nato a Berlino nel 1888 e morto a Locarno nel 1976), è stato uno dei pionieri dell'arte d'avanguardia sperimentale internazionale. Da giovane aderì nel 1917 al movimento DADA fondato a Zurigo; poi, insieme con Hausmann, Schwitters, Huelsenbeck e altri, organizza e partecipa a Berlino a serate e manifestazioni dadaiste.

In pittura, dopo gli inizi di derivazione espressionista e poi cubo-futurista, sperimenta il contrasto positivo-negativo nel quadro e dipinge tra il 1918-20 una serie di opere dal titolo "Teste-Dada" utilizzando solo i colori bianco e nero. Sperimentazione che lo porterà ad usare rotoli orizzontali o verticali di tela. Decide allora di sperimentare con la pellicola, queste sue nuove scoperte; sono del 1921 i suoi primi Film astratti "Rythme 21","Fuga 1- e 2-" e poi nel 1923 "Orchestrazione del colore" che lo ha reso famoso nel mondo come artista multimediale e di Film. E' del 1927 l'altro suo breve Film capolavoro "Vormittagspuk".

Nel 1940 si rifugia a New York dove insegnerà Filmografia al City College.

Espone in ottobre del 1946 le sue opere grafiche, disegni e dipinti a New York nella "Art of this Century Gallery" di Peggy Guggenheim che gli sponsorizza la realizzazione del suo principale Film sonoro "Dreams that Money can buy" del 1947, premiato alla Biennale di Venezia. Tra il 1955 e 1962 gli sono dedicate mostre antologiche itineranti nei Musei olandesi, Stedelijk di Amsterdam; in Germania nei Musei d'Arte Moderna di Berlino, Monaco e Baden-Baden; in Italia presso la Galleria Nazionale di Roma e al Museo d'Arte Moderna di Torino. Dopo il 1960 inizia anche la sua collaborazione con gallerie di Milano dove espone le tele astratte di quegli anni presso la Galleria Pagani (1960-61-63) e opere degli anni tra il 1917 e 1950 da Arturo Schwarz (1964-65).

Hans Richter ha sempre cercato in tutto il suo operare, siano film o pittura o disegno di mantenere un equilibrio tra "caso" e ordine, tra improvvisazione e libero arbitrio. Aveva scritto:- "Dada: una nuova arte anti-arte. Con Dada ho scoperto la libertà assoluta del "caso", come superamento della spontaneità e reazione alla banalità in arte".

Accompagna la mostra un catalogo che illustra le opere esposte, contiene un'ampia filmografia e brevi scritti dell'autore. Completano la presentazione una prefazione di Arturo Schwarz: "Dada: una rivoluzione culturale" ; il testo di Yan Ciret: "H.R.dal Dada a Hollywood" e uno scritto conversazione-immaginaria di Sandro Ricaldone "H.R.. Il caso e l'anti-caso".





In esposizione un'ampia documentazione bibliografica sulla carriera e l'Arte di Hans Richter.

Durante il pariodo della mostra, in galleria, saranno visibili tutti i film qui descritti.


Filippo de Pisis - Fiori collezionati, fiori dipinti


Cuneo - dal 28 ottobre al 9 dicembre 2012
Filippo de Pisis - Fiori collezionati, fiori dipinti

SPAZIO INCONTRI - CASSA DI RISPARMIO DI CUNEO 1855
Via Roma 15 (12100)


La passione per il mondo di natura si manifesta in de Pisis sin dai primi anni di vita, riversandosi in una singolare avventura en plein air che lo avvicina solo apparentemente all’atteggiamento impressionista, privilegiando un’immersione panica, seppur sempre vigilata da un approccio intellettuale.
orario: dal martedì al venerdì ore 16-20, sabato, domenica e 1 novembre ore 10.30-12.30 e 14.30-20. Disponibilità di visite per scuole al mattino dei giorni feriali.
(possono variare, verificare sempre via telefono)

vernissage: 28 ottobre 2012.
ufficio stampa: Bbox srl 0171.696240, ufficiostampa@depisisacuneo.it
curatori: Elisa Camesasca, Cinzia Tesio, Maddalena Tibertelli de Pisis
autori: Filippo De Pisis
genere: arte moderna e contemporanea, personale
web: www.depisisacuneo.it

comunicato stampa 








FILIPPO DE PISIS: FIORI COLLEZIONATI, FIORI DIPINTI








"L’anima dei fiori vola via e penso con leggero spasimo al mistero che governa la vita e la bellezza".

Filippo de Pisis




L'artista
Filippo de Pisis (1896-1956), nome d'arte di Luigi Filippo Tibertelli, è uno dei protagonisti indiscussi del panorama artistico del Novecento italiano sia in Italia che all’estero. Sin dai primi anni della sua produzione si impone sulla scena contemporanea dimostrando una grande maestria nel dipingere e uno stile molto personale, caratterizzato da quel tratto pittorico veloce e nervoso, ma sempre preciso, che Eugenio Montale ha definito “a zampa di mosca”.
Nell’arco di tutta la produzione dell’artista i celebri quadri di fiori, paesaggi e nature morte assumono un rilievo preminente.


La passione per la natura
La passione per il mondo di natura si manifesta in de Pisis sin dai primi anni di vita, riversandosi in una singolare avventura en plein air che lo avvicina solo apparentemente all’atteggiamento impressionista, privilegiando un’immersione panica, seppur sempre vigilata da un approccio intellettuale.
Tra il 1907 e il 1917 un giovanissimo de Pisis, armato di borsa e taccuino, perlustra campi, giardini, boschi attorno a Ferrara, Bologna, Rimini, Padova e in altre zone a lui note dell’Italia settentrionale, alla ricerca di erbe e fiori per realizzare un erbario in cui ogni esemplare, accuratamente raccolto ed essiccato, viene descritto in tutte le sue parti con grande sapienza botanica e, solo di tanto in tanto, commentato con parole che abbandonano il tono scientifico per lasciar trapelare uno spirito fantasioso e poetico, prematuro indizio dell’indole artistica del futuro grande pittore.
Nel 1917 l’erbario di de Pisis conta oltre 1000 fogli: è allora che egli, ventenne e ormai consapevole di aver realizzato un’opera di valore scientifico, decide di donare il suo imponente lavoro all’Orto Botanico di Padova, oggi custodito al Centro d'Ateneo Orto Botanico. Nel 1940, a causa di una diversa catalogazione scientifica dell’intero Orto botanico, l’erbario viene smembrato e disperso.
Oggi, grazie al quinquennale lavoro di ricerca svolto da Paola Roncarati e Rossella Marcucci e documentato in un accurato volume, (Filippo de Pisis botanico flâneur - un giovane tra erbe, ville, poesia, Ed. Leo S. Olschki, Firenze 2012), il corpus dell’erbario depisisiano è stato riportato alla luce quasi per intero.


La mostra
È proprio dai fogli di questo erbario ritrovato che nasce l’idea della mostra, a giugno 2012, esposta a Milano presso la Fondazione Corrente.
La Fondazione CRC ha colto l’occasione di promuovere questa iniziativa anche sul territorio cuneese, ampliando il nucleo originario delle opere. L’esposizione è dunque l’esito del lavoro congiunto dell’Associazione per Filippo de Pisis di Milano e l’associazione Culturando Insieme con sede a Savigliano.
Le opere esposte mettono a confronto i “fiori collezionati” con i “fiori dipinti”, rivelando una stretta relazione tra la passione botanica del pittore e la sua abilità nel rappresentare i fiori. Le opere esposte (17 oli, 9 acquerelli, 8 fogli di erbario), incentrate sul tema dei fiori, nella varietà dei soggetti dipinti mostrano chiaramente che, oltre alla profonda sensibilità coloristica di de Pisis, lo spirito con cui egli si avvicina a queste composizioni è quello del ritrattista, sia per l’attenzione al dettaglio reale, sia per una vera e propria analisi psicologica del soggetto ritratto. Questa personificazione rende unici i fiori depisisiani perché riesce a trasmettere all’osservatore quel senso di poeticità e malinconia che lo stesso de Pisis ci svela quando scrive: "L’anima dei fiori vola via e penso con leggero spasimo al mistero che governa la vita e la bellezza". Le rose, le margherite o i semplici fiori di campo che il pittore descrive sulla tela a tocchi rapidi, ma precisi, di colore brillante, sono fissati nel momento del loro massimo incanto. Condannati a una breve esistenza dopo essere stati raccolti, offrono il loro più fulgente splendore prima di sfiorire, diventando il simbolo della caducità della bellezza e della precarietà della vita. Completano l'esposizione alcuni materiali storici, pubblicazioni e fotografie, tra cui un antico trattato di botanica del ‘500 su cui de Pisis studiò.


I curatori
Maddalena Tibertelli de Pisis Storica dell’arte, curatrice di mostre ed esperta in gestione d’archivi, si è laureata nel 2004 in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università Statale di Milano con una tesi su Filippo de Pisis. Trasferitasi a New York, collabora come editor con la rivista Artforum e organizza e gestisce il reparto delle opere d’arte grafica per la galleria d’arte Michael Steinberg Fine Art.
Nel 2006 è assistente del curatore nel dipartimento d’arte contemporanea del Brooklyn Museum nella preparazione della collettiva Infinite Island: Contemporary Caribbean Art.
Nel 2007 si ristabilisce a Milano dove lavora per la Fondazione Marconi in stretta collaborazione con il direttore Giorgio Marconi nel coordinare le mostre e l’attività legata alle opere della collezione. Nel 2010, unendo la propria esperienza a quella di Elisa Camesasca, fonda Elma Art Filemakers, un’organizzazione per l’ottimizzazione, gestione e informatizzazione delle collezioni e degli archivi d’arte. Nello stesso anno, comincia a collaborare con l’artista Giuseppe Spagnulo per la creazione e il riordino dell’archivio completo delle opere e partecipando alla preparazione di mostre e cataloghi. Inoltre tiene conferenze e incontri sulla gestione degli archivi, sulla figura e sull’opera di Filippo de Pisis oltre che su vari temi d’arte contemporanea.
Dal 2012 è iscritta alla scuola di Dottorato presso l’Università Sorbona di Parigi dove svolge una ricerca sul legame tra gli artisti italiani residenti nella capitale francese tra le due Guerre e la politica artistica fascista.
Elisa Camesasca Storica dell’arte, ricercatrice e curatrice di archivi e mostre, è laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Pavia e si muove parallelamente tra il mondo dell’arte e quello del design, specializzandosi in curatela e gestione di archivi e collezioni d’arte. Dal 2009, con Maddalena Tibertelli de Pisis, è curatrice e coordinatrice dell’Archivio di Filippo de Pisis a Milano, su incarico dell’Associazione per Filippo de Pisis (in sede presso i Frigoriferi Milanesi – Open Care), dove, dopo aver digitalizzato l’intero archivio (oltre 4.000 schede), si occupa della catalogazione delle opere finalizzata alla pubblicazione del terzo volume del Catalogo generale di Filippo de Pisis e dell’organizzazione di mostre e conferenze che promuovano la figura dell’Artista. Parallelamente svolge diverse attività curatoriali e, dal 2010, insieme a Maddalena Tibertelli de Pisis, dirige Elma Art Filemakers.
Cinzia Tesio Laureata all’Accademia di Belle Arti di Cuneo, giornalista, critica e curatrice di mostre; segue tutte le iniziative artistiche per la Città di Cherasco. Nel 2009 ha pubblicato il primo di tre volumi dal titolo: “Linguaggi figurativi e sacri nel Piemonte sud occidentale” Romanico e gotico. Nel 2011 ha pubblicato il secondo volume dal titolo: “Linguaggi figurativi e sacri nel Piemonte sud occidentale”. Dal ‘500 all’800. Ha inoltre da poco iniziato una collaborazione con la Parrocchia di Cherasco, in cooperazione con la Diocesi di Alba, per lo studio e la preparazione di un volume di arte sacra e i monumenti religiosi della Città di Cherasco con particolare attenzione al Santuario di Madonna del Popolo di recente restauro.


La sede espositiva
L’ex Sala Contrattazioni, oggi Spazio Incontri Cassa di Risparmio 1855, venne realizzata negli anni ‘50 dalla Cassa di Risparmio di Cuneo, mediante la copertura di uno dei cortili interni del Palazzo, e ufficialmente inaugurata il 4 marzo 1956. Tale spazio, destinato agli operatori economici della città per le contrattazioni di merci e prodotti agroalimentari, rappresentò per oltre un cinquantennio un importante centro di scambi commerciali. Già dai primi anni del suo utilizzo la sala fu adibita anche a spazio pubblico per manifestazioni, conferenze, mostre, concerti. La sala è poi rimasta inutilizzata per alcuni anni, fino a quando la Fondazione CRC, nel 2006, ha acquistato questo spazio al fine di renderlo nuovamente fruibile per la comunità.
Il 12 marzo 2010, per i suoi 18 anni, la Fondazione CRC ha inaugurato l’apertura di questa sala, rinnovata e tecnologicamente all’avanguardia, che viene utilizzata per le proprie attività ed è inoltre messa a disposizione per le iniziative degli enti, delle istituzioni e delle associazioni che operano sul territorio. La sala è stata intitolata Spazio incontri Cassa di Risparmio 1855 per ricordare le origini della Fondazione stessa che nasce dalla Cassa di Risparmio di Cuneo, fondata 157 anni fa.


Il ruolo della Fondazione CRC: le parole del presidente Ezio Falco
La mostra “Filippo de Pisis: fiori collezionati, fiori dipinti” prende spunto da un progetto di studio condotto presso l’Orto Botanico di Padova da due ricercatrici e relativo ai fogli di erbario che l’artista Luigi Tibertelli, in arte Filippo de Pisis, aveva raccolto in gioventù e utilizzato successivamente come spunto per le proprie opere. Nel 2012 è stata pubblicato il lavoro di raccolta dei fogli di erbario andati dispersi e, in occasione della presentazione del volume a Milano, sono state esposte alcune tavole dell’erbario e circa una dozzina di opere dell’artista.
La Fondazione CRC ha colto l’occasione di promuovere questa iniziativa anche sul nostro territorio, ampliando il nucleo originario delle opere. L’esposizione è dunque l’esito del lavoro congiunto di associazioni e professionalità di territori diversi, che ha evidenziato come la messa in rete di risorse ed esperienze sia condizione imprescindibile in un momento di difficile congiuntura economica.
Nonostante il periodo complesso che la nostra società sta attraversando, l’impegno della Fondazione CRC in campo culturale non viene meno e si manifesta con un’attenzione sempre maggiore agli eventi artistici e all’animazione culturale della provincia.
Siamo fermamente convinti dell’importanza di investire nella “società della conoscenza”, anche e soprattutto in tempo di crisi: per questo motivo, oltre alle molte iniziative sostenute in tutta la provincia, la Fondazione CRC offre al proprio territorio l’opportunità di conoscere e godere di olii e acquerelli di un artista di fama internazionale come Filippo de Pisis.


Crediti
Ente promotore: Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
Mostra a cura di: Elisa Camesasca, Maddalena Tibertelli de Pisis, Cinzia Tesio, Rino Tacchella
Testi di: Elisa Camesasca, Maddalena Tibertelli de Pisis, Cinzia Tesio, Rino Tacchella, Paola Roncarati, Rossella Marcucci
Coordinamento artistico: Associazione per Filippo de Pisis, Associazione Culturando Insieme
Comitato scientifico: Elisa Camesasca, Maddalena Tibertelli de Pisis, Cinzia Tesio, Rino Tacchella, Carlo Giuliano
Coordinamento generale: Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo
Documentazione fotografica: Luigi Acerra , Enzo Bruno, AA .VV
Identificazione delle specie botaniche a cura di: Marianna Merisi
Ufficio stampa: Bbox srl
I curatori della mostra desiderano ringraziare Valentina Dania, Andrea Silvestri, Fausto Pascale, Francesco Bertello e Carlo Giraudo della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e tutti i prestatori e collezionisti, senza la cui generosa disponibilità la mostra non sarebbe stata possibile.
E ancora un sentito ringraziamento a:
Francesca Parravicini, Museo Medardo Rosso - Milano
Enrico Legnani, Galleria Proposte d’Arte – Legnano
Martina Ganino e Fiorella Mattio, Fondazione Corrente - Milano
Paolo Rusconi, Università degli studi di Milano;
Paolo Sciortino
Realizzazione allestimento a cura di: Antonio Davico
Allestimento luci: Fabrizio Mana
Editrice: Edizione Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. Tutti i diritti riservati
Assicurazioni: Milano Assicurazioni, ag. di Bra
Trasporti: Autotrasporti Astegiano Valerio - Francesco Tabasso Trasporti
Grafica e stampa: Bosio.Associati srl
Sito Internet: Anna Olmo


Informazioni
Filippo de Pisis: fiori collezionati, fiori dipinti. Spazio incontri Cassa di Risparmio di Cuneo 1855 - Via Roma 15, Cuneo. Dal 28 ottobre al 9 dicembre 2012: dal martedì al venerdì ore 16-20, sabato, domenica e 1 novembre ore 10.30-12.30 e 14.30-20. Disponibilità di visite per scuole al mattino dei giorni feriali.

www.depisisacuneo.it
Fondazione CRC 0171.452734;
ufficio stampa Bbox srl 0171.696240, ufficiostampa@depisisacuneo.it

Emilio Vedova - Piccole sculture 1970-1990


Collina D'Oro () - dal 27 ottobre al 27 novembre 2012
Emilio Vedova - Piccole sculture 1970-1990

BUCHMANN GALERIE
Via Gamee 6 (6927)
+41 919800830 , +41 919800832 (fax)
buchmann.lugano@bluewin.ch
www.buchmanngalerie.com


Dopo la mostra delle grandi opere di Emilio Vedova nel 1993, a Villa Malpensata (Lugano), si apre ad Agra (Collina d’Oro – Lugano) la mostra dedicata all’Emilio Vedova scultore con un esposizione di un gruppo di opere non tanto conosciute al pubblico: le “piccole sculture”. Un occasione straordinaria dove il visitatore può apprezzare il lavoro di questo grande artista. “Piccole sculture”in mostra, realizzate con la composizione di differenti materiali (legno, pittura, cartone, laminato, fil di ferro, cerniere...etc.).
In occasione dell’apertura verrà presentato anche il nuovo catalogo “EMILIO VEDOVA PICCOLE SCULTURE 1970-1990” che contiene l’intervista a cura di Matteo Bellinelli a Fabrizio Gazzarri (direttore Archivio e Collezione della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova).
orario: solo su appuntamento.
(possono variare, verificare sempre via telefono)

vernissage: 27 ottobre 2012. h 15-18
autori: Emilio Vedova
genere: arte contemporanea, personale








comunicato stampa 
Nuova mostra alla Buchmann Galerie “EMILIO VEDOVA PICCOLE SCULTURE 1970-1990”.

Sabato 27 ottobre 2012 dalle ore 15 alle 18, presso la Buchmann Galerie ad Agra, inaugurerà la mostra su Emilio Vedova: “EMILIO VEDOVA PICCOLE SCULTURE 1970-1990”.

Dopo la mostra delle grandi opere di Emilio Vedova nel 1993, a Villa Malpensata (Lugano), si apre ad Agra (Collina d’Oro – Lugano) la mostra dedicata all’Emilio Vedova scultore con un esposizione di un gruppo di opere non tanto conosciute al pubblico: le “piccole sculture”. Un occasione straordinaria dove il visitatore può apprezzare il lavoro di questo grande artista. “Piccole sculture”in mostra, realizzate con la composizione di differenti materiali (legno, pittura, cartone, laminato, fil di ferro, cerniere...etc.).
In occasione dell’apertura verrà presentato anche il nuovo catalogo “EMILIO VEDOVA PICCOLE SCULTURE 1970-1990” che contiene l’intervista a cura di Matteo Bellinelli a Fabrizio Gazzarri (direttore Archivio e Collezione della Fondazione Emilio e Annabianca Vedova).

Questa singolare esposizione si è potuta realizzare grazie al prezioso sostegno ed alla collaborazione con la Fondazione Emilio e Annabianca Vedova di Venezia.

Buchmann Galerie Via Gamée, 6927 Agra (Collina d’Oro) Ticino, apertura il 27 ottobre 2012 dalle ore 15 alle ore 18.

Dopo l’apertura, a partire dal 29 ottobre, la mostra potrà essere visitata solo su appuntamento.

Amalia Mora / Daniela Tieni - A Silent Dialogue

progetto di Amalia Mora e Daniela Tieni

Carpi (MO) - dal 27 ottobre al 9 dicembre 2012
Amalia Mora / Daniela Tieni - A Silent Dialogue

SPAZIO MEME
Via Giordano Bruno 4 (41012)
spaziomeme@libero.it
www.spaziomeme.org


Il 27 Ottobre alle ore 19, allo Spazio Meme, A Silent Dialogue, progetto nato dalle menti di Amalia Mora e Daniela Tieni, uscirà dalla rete e prenderà fisicità nella mostra a cura di Francesca Pergreffi e Filippo Bergonzini.
orario: da lunedì a domenica dalle 16 alle 20,
sabato anche 9.30 - 13,
chiuso la domenica
(possono variare, verificare sempre via telefono)

biglietti: free admittance
vernissage: 27 ottobre 2012. ore 19
curatori: Filippo Bergonzini, Francesca Pergreffi
autori: Amalia Mora, Daniela Tieni
note: INFO: Francesca Pergreffi: francesca@spaziomeme.org; Filippo Bergonzini: filippo@spaziomeme.org; www.spaziomeme.org
Meme è un’associazione culturale che prevede una tessera soci annuale a offerta libera; gli eventi e le mostre sono a ingresso libero.
genere: arte contemporanea, performance - happening, serata - evento, doppia personale, disegno e grafica
comunicato stampa 
Le due illustratrici, nel Maggio del 2012, hanno dato vita ad un dialogo muto: “Io e te: dire sì o no, rispondendo solo con un disegno. Non una parola, né una spiegazione”.
Per sei mesi Amalia Mora e Daniela Tieni si sono parlate tra loro in silenzio attraverso le immagini. Attraverso il loro botta e risposta, a cadenza mensile, hanno dato vita ad una sorta feullieton visivo contemporaneo appassionante e coinvolgente.
Ora le artiste hanno scelto di esporre la loro conversazione composta da diciotto tavole, e di dialogare faccia a faccia attraverso un live painting sulla parete dello Spazio Meme.
Per capire il “punto di partenza” delle artiste, i curatori hanno scelto di esporre anche una selezione di alcuni lavori a prescindere dal progetto A silent dialogue. Qui di seguito un’intervista alle illustratrici a cura di Francesca Pergreffi e un testo critico di Filippo Bergonzini.


Ho deciso d’intervistare Amalia Mora e Daniela Tieni per sentire le loro voci:

Tutto ha inizio il 4 Maggio. Come vi siete “scelte”?

D: Amalia è stata l’ideatrice del progetto. Mi ha contattata, mi ha chiesto se avevo voglia di intraprendere questa conversazione con lei: ho accettato subito. Seguivo da tempo il suo lavoro e mi sembrava un buon modo per far confluire le energie e per conoscerci meglio.

E l’idea com’è nata? Dalla volontà di una scambio di linguaggio per un confronto artistico?

A: L’idea è nata prima di tutto dalla possibilità di avere una partner con la quale dialogare attraverso quello che ci accomuna: il disegno. Indubbiamente il confronto artistico è inevitabile, ma resta una conseguenza.

Nella vostra prefazione si legge: “Io e te: dire sì o no, rispondendo solo con un disegno. Non una parola, né una spiegazione” vi siete date altre regole?

D: No, ma ci siamo responsabilizzate subito l’una verso l’altra. Ci siamo sentite in dovere di rispettare il lavoro che stavamo facendo, i nostri appuntamenti, libere di risponderci in qualunque modo.

Come affrontate la problematica della narrazione; ve la siete posta o vi lasciate andare all’impulso, alla casualità di quel che succede lì, per lì?

A: Abbiamo cercato di seguire gli indizi che ogni volta la tavola illustrata alla quale rispondevamo ci suggeriva. L’indizio trovato era il trampolino dal quale saltare per arrivare più in là, verso un altro spazio, un’altra prospettiva, un’altra inquadratura, un’altra atmosfera.

Son passati sei mesi dall’inizio del vostra conversazione avete visto e sentito, o subito, delle trasformazioni rispetto alla prima battuta?

D: Dal punto di vista figurativo almeno per quel che mi riguarda sì. Ad un certo punto del percorso la figura femminile che entra nella bocca della donna, nel primo disegno di Amalia, smette di essere al centro dell’attenzione e tutto si sposta su un gioco di forme geometriche e di trasformazione. D’altronde un dialogo è anche questo. Si può iniziare a parlare di una cosa e si può finire a parlare di tutt’altro. È stato un ottimo esercizio, uno stimolo a raccogliere i segni di una persona lasciati sul foglio e farli vivere su un altro, come fosse il suo secondo giorno.
La visione del vostro carteggio mi ha affascinato e divertito perché c’è stato un momento di puro godimento giocoso: la curiosità da romanzo giallo di scoprire cosa vi state dicendo. Poi ho deciso di lasciarmi catturare dall’atmosfera che avete creato, infine mi son concessa la libertà di “ignorarvi”e dare il mio significato senza cercare gli indizi. Di creare una mia storia.
Nella creazione del vostro carteggio che ha volutamente l’aspetto privato e pubblico vi siete mai sentite in dovere di decodificarlo agli altri?

A: No, è tutto nascosto nel disegno e non c’è nient’altro da aggiungere. La nostra è una strana creatura ibrida e il fascino della sua natura sta proprio nell’essere un dialogo privato che diventa pubblico. In questo caso spiegare sarebbe quasi come un venir meno a quella che è l’unica regola del nostro dialogo: il silenzio.

A silent dialogue nasce in rete quindi la partecipazione attiva del pubblico è maggiormente voluta, che ruolo gli attribuite nel vostro progetto?

D: Esattamente per la curiosità che ha suscitato in te, e che hai descritto nella domanda precedente.
È interessante vedere cosa un’altra persona ha capito del nostro botta e risposta, se ha visto delle cose che a noi non sono saltate all’occhio. In realtà nasce in rete dopo un periodo già fitto di scambi. Mancava un terzo occhio. Volevamo vedere come sarebbe stato accolto.

Dopo alcuni mesi avete sentito il desiderio di portare il vostro progetto al di fuori della rete, è un punto o un punto a capo?

A: Per ora è un punto e virgola.

Il 27 Ottobre vi incontrate in un dialogo faccia faccia di fronte ad una parete; rimarrete legate alle regole che vi siete date? A silent dialogue cambierà sia la forma che l’essenza poiché per la prima volta lavorerete insieme una affianco all’altra?

D: Direi la forma, ma l’essenza no. Vivremo insieme la serata e insieme dipingeremo su un unico spazio comune, ognuna con la sua voce. Disegno per disegno ci siamo lanciate un filo da stringere per dirci e raccontarci delle cose, seppure surreali e impossibili. Ma è bello conservare degli spazi per essere liberi, e avevamo voglia di dare una conclusione al progetto, di farlo incontrandoci e non stando in due città diverse. Farlo senza uno schermo davanti.
Sarà il nostro abbraccio.

Francesca Pergreffi , Amalia Mora, Daniela Tieni


Meta-dialoghi:

In un' epoca di velocissimi scambi sincronici e di rumorose conversazioni simultanee Amalia Mora e Daniela Tieni hanno preso una strada diversa, inscenando un dialogo lento e silenzioso.
Un esperimento che ha avuto inizio il 4 maggio del 2012 con l'apertura di un blog dove le due artiste conversano solamente attraverso i loro disegni; nessun titolo, nessuna descrizione, nessun commento, ma solo una data a introdurre ogni segmento di questo dialogo visivo. Un botta e risposta afono e asincronico, dove tra la pubblicazione di un disegno e l'altro possono passare pochi giorni o intere settimane.
Piuttosto che di un'opera realizzata a quattro mani si potrebbe parlare di un progetto a due menti, uno scambio di stimoli mentali e visivi, un fluido incrocio di stili grafici.
E' un dialogo muto dagli spunti narrativi fiabeschi con più di un richiamo ad atmosfere alla Alice in Wonderland, un carteggio onirico in cui le due artiste condividono sogni e visioni, completandosi a vicenda.
Come in una conversazione in cui a lungo andare le voci si sovrappongono lo stesso vale per lo stile dei disegni; se all'inizio le voci grafiche delle due artiste sono ben distinte e riconoscibili - più preciso e descrittivo il tratto di Amalia Mora, più evocativo e astratto quello di Daniela Tieni - in seguito diventano più affini e indistinte, accomunate dalla scelta di immagini sempre più bizzarre e sognanti e l'iniziale linearità e chiarezza del dialogo diventa un flusso mentale unico e amalgamato, un processo di scrittura “automatica”- o per meglio dire, di disegno automatico - che procede su un binario doppio, ma parallelo verso un' infinito e indistinto punto di congiunzione.
Ci sono due livelli di lettura, o meglio di ascolto, in questo dialogo senza voci: il primo è quello di un esercizio di stile, in cui gli espedienti retorici sono i richiami al fumetto, all'illustrazione per l'infanzia ma anche alla pittura surrealista e metafisica; il secondo è quello di una conversazione tra due sensibilità creative decise a svelare allo spettatore/uditore le loro fantasie grafiche più intime e meno vincolate alle normali esigenze narrative che fanno parte del lavoro di un illustratore.

Filippo Bergonzini


Amalia Mora
Nasce nel 1982 a San Benedetto del Tronto, vive e lavora a Bologna. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Bologna in Pittura.Lavora e collabora con: Bologna Dei Musei, Rockit , Lo Straniero,Watt Magazine, Pastiche magazine, Scp Italia, BeeSoft , PetitNoi.
Mostre personali:
NIENTE, BilBolBul festival – Terre Rare Gallery, Bologna ed Elastico, Bologna 2011
Collettive:
Weikap!,Castello della Rancia, Tolentino, 2010
C’era una volta Pasolini – Terre Rare Gallery, Bologna 2009
NEW RANT0.3, Tafuzzy Days, Castello degli Agolanti, Riccione 2002
4 tra il 5 l’8, L’Ariete Gallery, Bologna


Daniela Tieni
Nata nel 1982 a Roma, dove vive e lavora, si è laureata in Scenografia all’Accademia di Belle Arti e ha conseguito un Master in Artiterapie all’Università Roma Tre.
Collabora con artisti e scrittori per diversi progetti, mostre collettive.
Viene selezionata per il catalogo e la mostra ai concorsi internazionali: Ilustrarte 2009, Ilustrarte 2012 e alla Bologna Children’s Book Fair 2012.
Pubblicazioni:Confesso che ho desiderato, scritto da Giulia Belloni, Edizioni Campass,selezionato al CJ Picture Book Awards 2011. Noir grand, scritto da Sébastien Joanniez, Rouergue edizioni, 2012.

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